Giuliana Lojodice
in
CLARA SCHUMANN
di
Valeria Moretti
Si tratta di uno spettacolo in cui teatro e musica si fondono armonicamente per rendere omaggio alla donna e alla concertista Clara Schumann (1819-1896).
Non si tratta di una biografia né di un collage di materiali di repertorio (lettere, diari, testimonianze, saggi ecc.) ma di un’opera originale di un autore contemporaneo che ha affrontato il personaggio nella molteplicità delle sue sfaccettature umane, sentimentali, personali ed artistiche.
Il testo mette a fuoco alcuni dei momenti salienti della vita di Clara: bambina prodigio che, sotto la ferrea guida paterna, conquista le platee di tutta l’Europa e l’ammirazione dei geni del suo tempo tra cui Goethe e Paganini; giovane donna volitiva e indomabile che non esita a lottare contro suo padre per poter sposare Robert, il maestro del Romanticismo musicale, di cui si era perdutamente innamorata; madre prolifica di otto figli senza tuttavia rinunciare mai al suo pianoforte; vigile e trepido sostegno alla fragilità mentale del marito fino all’ultimo giorno della sua vita; custode fedelissima della memoria di Robert e delle sue composizioni nei quarant’anni in cui gli sopravvisse; vagabonda, instancabile ed eccezionale concertista oltre che musa ispiratrice del giovanissimo Brahms.
E mentre affiorano i ricordi, i rimpianti, i sogni, le sofferenze, i successi, le delusioni, gli entusiasmi saremo sempre accompagnati dall’altra “voce”: le composizioni di Clara, di Robert e di Brahms.
Lo spettacolo è costruito in maniera tale che possiamo spostarci idealmente da una situazione all’altra: da quella prettamente musicale fatta di esibizioni e di viaggi (che aprono e chiudono l’esistenza tumultuosa di Clara Schumann) a quella domestica vissuta in coppia con Robert, dove il ruolo della moglie e della madre diventa dominante e, infine, rivivremo con Clara la drammatica vicenda del tentato suicidio di Robert che lo portò in manicomio e dopo pochi anni alla morte.
La “nota” di sgomento che accompagna la follia, infatti, non appartiene solo a chi la vive personalmente ma, come una spada, trapassa anche il cuore di coloro che di quella follia sono sperduti spettatori.
Ricordiamo che nel 2010 ricorre il bicentenario della nascita di Robert Schumann.
Angela Annese si forma con Dario De Rosa, Emilia Fadini, Marisa Somma, Carlo Zecchi (con il quale studia al Mozarteum di Salisburgo). Si perfeziona con Aldo Ciccolini. Premiata in concorsi pianistici nazionali ed internazionali, è laureata all’Académie Internationale de Musique “Maurice Ravel” di St. Jean de Luz. Con Filippo Faes ha eseguito in prima assoluta, nel 2005, Di bravura di Azio Corghi per due pianoforti. Particolarmente interessata alle relazioni tra musica e letteratura, svolge una personale ricerca nel repertorio del melologo collaborando con Marco Baliani, Micaela Esdra, Maurizio Micheli, Milena Vukotic.
GIULIANA LOJODICE
Esordisce giovanissima in teatro sotto la direzione di Luchino Visconti nel Crogiuolo di Miller e si mette prepotentemente in luce con Ricorda con rabbia di Osborne, per la regia di Giancarlo Sbragia.
Nel 1963 ottiene una popolarità straordinaria presso il grande pubblico televisivo con la Tragedia Americana di Dreiser diretta da Anton Giulio Maiano. Attrice versatile ed intensa personalità, conduce accanto a Mike Bongiorno l’edizione del festival di Sanremo del 1964. E protagonista di numerosi sceneggiati televisivi, di spettacoli teatrali e commedie musicali. Nel 1965 raccoglie un successo personale in Ciao Rudy di Garinei e Giovannini, accanto a Marcello Mastroianni.
Nel 1966 l’incontro con Aroldo Tieri da cui nasce il fortunato sodalizio umano e artistico.
La ditta Tieri-Lojodice inizia il suo cammino con Uscirò dalla tua vita in taxi di Waterhouse e Hall e prosegue mettendo in scena in continua alternanza testi brillanti e drammatici da Feydeau a Pirandello, da Cpward (Spirito allegro) a Shaw, Svevo, Molière e Joyce. Con Marionette che passione di Rosso San Secondo (1988) inizia il lungo e fortunato sodalizio della coppia con Giancarlo Sepe, con molti spettacoli, quali Le bugie con le gambe lunghe (De Filippo) Il tacchino (Feydeau), Un marito ideale (Wilde) e L’amante inglese (Duras).
Nel cinema ha preso parte, tra gli altri, ai film La dolce vita di Fellini, La vita è bella di Benigni e Fuori dal mondo di Piccioni.
In teatro, dopo il ritiro di Aroldo Tieri, è protagonista con Marina Malfatti nella Maria Stuarda di Schiller, con Roberto Herlitzka nella Danza Macabra di Strinberg e, per la regia di Ronconi in Quel che sapeva Maise.
Nel 2008, per festeggiare i suoi 50 anni di teatro, è protagonista di Le conversazioni di Anna K, liberamente ispirato alle Metamorfosi di Kafka, testo scritto e diretto appositamente per lei da Ugo Chiti.