Giovedì 5 luglio, 18.00,21.00,21.301968: See me, feel me
Happening/Performance

Piazza Duomo | Auditorium Oscar Niemeyer

Giovedì 5 luglio
1968: See me, feel me
Happening/Performance

Piazza Duomo, ore 18.00
Happening
See me, feel me
Canzoni e coreografie per danzare il ’68
Con la partecipazione dei danzatori di Abballamm’!
Ingresso libero

Auditorium Oscar Niemeyer
ore 21.00
Act of mercy
coreografia Antonello Tudisco/ Interno5
Progetto originale site specific Commissione Ravello Festival
ore 21.30
Compagnia Tocnadanza
Peggy untitled  2013-2018
Dedicated to Peggy Guggenheim
Coreografia e regia di Michela Barasciutti
Nuova produzione Ravello Festival, Regione Campania
Ingresso libero

La rivoluzione, la voglia di vedere oltre e di sentire aldilà di ogni cosa, la continua ricerca della propria identità, a distanza di 50 anni dal 1968 un’indagine ed una riflessione su uno dei periodi storici maggiormente rappresentati ed indagati nella storia in ogni forma artistica, rivivono e scendono letteralmente in Piazza a Ravello.  Un lungo atto performativo che prende vita attraverso coreografie realizzate con i ballerini di Abballamm’!, musiche, momenti espositivi, performance che invadono i luoghi del Festival.  Un flusso continuo di rimandi ad un’epoca che ha condizionato  la crescita sociale e culturale del modo intero da cui hanno tratto origine le più importanti rivoluzioni politiche ed intellettuali. Guidato ed indirizzato anche dalle scelte musicali dell’epoca, il titolo / omaggio See me, feel meè ispirato a Tommy degli Who, la prima opera rock della storia, suonata nel celeberrimo festival di Woodstock nel 1970, il pubblico assiste ad un racconto intriso di libertà e voglia di riscatto e diviene protagonista inconsapevole ed allo stesso modo  indispensabile di un vero e proprio happening all’insegna della danza e della coreografia contemporanea. Rivoluzione, ribellione, sperimentazione sono la chiave di lettura per Act of Marcy, una lettura coreografica attenta ed innovativa ad uno dei capolavori del più rivoluzionario e moderno pittore del ‘500 Michelangelo Merisi da Caravaggio.Partendo proprio dal dipinto «Le Sette Opere della Misericordia» Antonello Tudisco realizza un’opera in cui la visione della Misericordia sia intesa come un atto di bontà che si realizza nell’immediato, sia un conforto dato o cercato può permettere a chi lo esercita di creare una migliore condizione di vita. Indagando in tal senso, non il valore religioso dell’atto caritatevole ma quello laico, umano, le azioni raccontano di corpi che si aiutano e agiscono per un benessere collettivo, la possibilità di costruire gesti, azioni che possano generare atti di misericordia. I corpi dei danzatori come segni di un linguaggio in cui la mutualità del gesto da vita alla visione di un gruppo che agisce in maniera coesa e non isolata in piccole realtà autonome e distinte. Per lo spettacolo Peggy untitled 2013-2018 Michela Barasciutti, mette in scena un omaggio a Peggy Guggenheim, attraverso una passeggiata nel ‘900, nell’arte moderna, dove racconta tra musica e quadri, spaziando da Picasso a Magritte, da Luigi Nono a Sofia Gubaidulina una figura emblematica del secolo scorso ispirandosi ai quadri esposti alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. Attraverso l’uso di immagini e la realizzazione di visioni, si scopre e si percorre per intero il ‘900 entrando da vicino nella poetica e nella visone dei più grandi artisti che ne hanno segnato la svolta e posto le fondamenta per la nascita della contemporaneità.

 

Antonello Tudisco
Antonello Tudisco, classe 1974 coreografo e storico dell’arte, afferma la sua ascesa artistica quando nel 2013 insieme a Interno5, vince il progetto Teatri del Tempo Presente del Ministero dei Beni Culturali con il lavoro Nefes/Respiro_every human being is an artist. Parte allora per una lunga tournée in tutta Italia e, tra gli altri luoghi, presenta la sua creazione a Torino presso il centro Lavanderia a Vapore – spazio artistico del Balletto Teatro di Torino. Tra i suoi progetti artistici nel 2015 ACROSS THE BORDER – Produzione MIBACT e Interno 5 Danza e Collettivo NaDa e residenza artistica Teatri Associati di Napoli Spettacolo selezionato per il Festival Tanzmesse è del 2016 di Düsseldorf Chiaroscuro – nuova produzione per il Dance Theatre Skopje / Macedonia Living across the borders – progetto coreografico con Fernando Troya consulente artistico stagione di danza Piccolo Bellini di Napoli. Affianca al ruolo di coreografo l’attività  di organizzazione ed è presente nella direzione artistica per le stagioni di danza 2014/ 2015 e 2015/2016 al Teatro Bellini di Napoli,  è Presidente NEO. Dance Network – rete danza contemporanea della Campania; si occupa della co- organizzazione e direzione con Interno5, del E45 – Naples Fringe Festival; produttore esecutivo con Interno5 e per conto del Napoli Teatro Festival Italia dello spettacolo “Cosa deve fare Napoli per restare in Equilibrio sopra un uovo” di Enrique Vargas e il Teatro De Lo Sentidos, e  per la performance “You’ll see: everything will be Good” di Monika Pormale. 2007-2012 direzione artistica del Festival Movi|mentale, international dance and video art festival, partner di Media & Dance Network. Il festival ha prodotto il progetto biennale con l’artista Lutz Gregor in collaborazione con il MUSEO MADRE di Napoli, e la performance To- Untitled portrait, in collaborazione con la Fondazione Fabbrica Europa. Partner dei progetti come France Danse, “Focus on Art and Science/ european project”.
Michela Barasciutti

Michela Barasciutti, ballerina e coreografa, nata a Venezia, studia danza classica e contemporanea a Venezia. A 18 anni è ballerina solista per il Bussotti Opera Festival nell’opera “Autotono” di Sylvano Bussotti. Per anni ha fatto parte della Compagnia di Balletto “L’Ensemble” di Bruxelles diretta da Misha Van Hoecke (Primo ballerino e assistente di Maurice Bejart e direttore di Mudra) e ha partecipato a numerose trasmissioni televisive (RAI 1, RAI 2, NBC, TV francese).
Ha danzato nei principali teatri italiani e esteri (Europa e Asia) e nei principali festival nazionali e internazionali, ha spesso lavorato presso fondazioni liriche dove ha anche ricoperto il ruolo di Prima Ballerina al Gran Teatro “La Fenice” e al “Teatro Carlo Felice” di Genova in coppia con Vladimir Derevianko. Assistente dei coreografi Bob Cohan e Robert North in “Pictures”; è stata Direttrice Artistica dei Corsi di Perfezionamento per Coreografi della Regione Veneto a Mestre: la compagnia ospite de La Biennale di Venezia, la Phoenix Dance Theatre di Londra, ha richiesto la sua prestazione come “maitre de ballet”. Nel Dicembre del 1991, fonda e dirige a Venezia una propria compagnia, “TOCNADANZA”, riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dal Comune di Venezia, dalla Provincia di Venezia e dalla Regione del Veneto, e crea per questa numerose coreografie, elaborando un linguaggio di ricerca personale, in co-produzione e collaborazione con prestigiosissimi Enti e Festival quali Teatro La Fenice di Venezia (Area Formazione), La Biennale di Venezia, Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, Camerata Musicale Barese, il Festival Internazionale Abano Danza, la Rassegna Internazionale di Danza “Il Gesto e l’Anima” di Torino, il Festival Internazionale “Vignale Danza”, il festival Montegrotto Terme, festival Venezia in Danza, Teatro del Sottosuolo. Per il Gran Teatro La Fenice di Venezia (Area Formazione) mette in scena tre spettacoli: “Made in Italy – I soliti ignoti” (2011) e “Fiore accanto” e “Untitled – tribute to Peggy Giuggenheim”. Con la direzione artistica di Michela Barasciutti, Točnadanza ha curato l’organizzazione delle rassegne di danza “Danza Aperto” (Arena Candiani), “PercorsiIndanza” a Mestre e Marghera, e a Venezia “Percorsi d’Autore – rassegna di nuovi coreografi”, la sezione “danza” di “Teatro in Campo” e “VeneziainDanza” al Teatro Goldoni e al Teatro Malibran (con il supporto del Teatro La Fenice di Venezia).
È stata ideatrice nel 2016, insieme ad Alessio Carbone (Primo Ballerino all’Opera di Parigi), del progetto “Les Italiens de l’Opera de Paris” – Galà con Etoiles, Primi Ballerini e Solisti italiani de l’Opera de Paris.