Sabato 21 luglio, ore 21.00An evening with ECM

Belvedere di Villa Rufolo

Sabato 21 luglio
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.00
An evening with ECM 
Theo Bleckmann, Stefano Battaglia, Michele Rabbia
Produzione Ravello Festival
Django Bates’ Belovèd
Esclusiva Italiana
Posto unico € 40

Ecm è l’acronimo di Editions of Contemporary Music, un concetto esteso e condivisibile, rispetto a quello più angusto di jazz. Il suo deus ex machina è Manfred Eicher, che una volta sentenziò ciò che lo ispirava nella produzione dei suoi album così: “Abbiamo cercato i suoni che ci piacciono: i suoni più belli dopo il silenzio.” Non male per un giovanotto di soli 26 anni, che nel 1969 fonda questa etichetta discografica che ha radicalmente cambiato il modo di concepire ed ascoltare la musica con centinaia di registrazioni (da Mal Waldron a Keith Jarrett, passando per Egberto Gismonti e John Cage), oltre ad avvenimenti fondati su una passione infinita nel distillare il concetto di bellezza in musica. Alla sua estetica è dedicato questo omaggio commissionato appositamente dalla direzione artistica di Ravello Festival, con una serata articolata in due parti: nella prima seguiremo la produzione originale incentrata sui Four Quartets, un capolavoro di umanità letteraria e superamento del modernismo del poeta e drammaturgo inglese T.S. Eliot, premio Nobel per la letteratura nel 1948. La rielaborazione sarà a cura di Stefano Battaglia (pianoforte e composizione), Theo Bleckmann (voce) e Michele Rabbia (percussioni ed elettronica): un tris d’assi che ha periodicamente inciso per la casa di Monaco di Baviera,  in un concerto in cui composizione ed improvvisazione si alterneranno a vibranti liturgie e una meditazione più ampia sul tempo. E se Battaglia e Rabbia sono musicisti fra di loro molto affiatati, l’occasione sarà ancora più preziosa per ascoltare le straordinarie doti espressive di Bleckmann, il cui stile è tanto personale, colto ed originale da renderlo immune a qualsiasi accostamento.
Ancora una personalità di grande rilievo nella seconda parte, dove incontreremo il pianista e compositore inglese Django Bates, raramente apparso in Italia, Un musicista eclettico che suona (benissimo) anche il Corno Tenore, dopo aver studiato anche il violino e la tromba. Ribattezzato il “Monty Python “del jazz per la sua capacità di stupire ed essere gioiosamente iconoclasta, è d’altronde dotato di sublime sensibilità. Una mente geniale ed indipendente, che abbandonò dopo un solo mese il Royal College of Music di Londra, rendendosi conto di voler restare un compositore autodidatta. Bates nella sua  più che trentennale carriera si è esibito in tutto il mondo con i suoi ensembles: Human Chain, Delightful Precipice, Loose tubes, Quiet Nights, garantendosi una notevole reputazione internazionale come compositore, bandleader, improvvisatore ed educatore. L’ECM ha da poco pubblicato il suo album The study of touch,  realizzato  con una delle sue più riuscite costellazioni, il suo affiatato trio Beloved, con il vivace  bassista svedese Petter Eldh e il pittorico  batterista danese Peter Bruun. Questo lavoro continua la avveniristica rivisitazione di brani associati a Charlie Parker, musica con cui Django si è misurato con rispetto, sensibilità e humour, presentando al contempo nuove brillanti composizioni originali.