Sabato 11 agosto, ore 4.45Concerto all’Alba
Orchestra Filarmonica Salernitana “Giuseppe Verdi”
Direttore Ryan McAdams

Belvedere di Villa Rufolo

Sabato 11 agosto
Belvedere di Villa Rufolo, ore 4.45
Concerto all’Alba
Orchestra Filarmonica Salernitana “Giuseppe Verdi”

Direttore Ryan McAdams
Musiche di Smetana, Grieg, Beethoven
Posto unico € 70

Programma

Bedřich Smetana (1824 – 1884)
“La Moldava”

Edvard Grieg (1843 – 1907)
Peer Gynt
Suite No.1, Op. 46
Suite No.2, Op. 55

Ludwig van Beethoven (1770 – 1827)
Sinfonia n.6 in Fa maggiore op. 68 “Pastorale”

 

 

Per il terzo anno consecutivo è ospite del Ravello Festival una delle migliori realtà musicali del territorio, l’Orchestra Filarmonica Salernitana, che dal 1997 ha affiancato le produzioni operistiche al Teatro Municipale Verdi di Salerno.

Il Concerto dell’Alba quest’anno è affidato alla guida del giovane direttore d’orchestra americano Ryan McAdams, che ha debuttato in Europa al Teatro dell’Opera di Firenze, dove ha diretto anche una nuova produzione di Carmen. Vincitore nel 2010 del Concorso Solti di Chicago, assistente di Lorin Maazel e poi di Alan Gilbert a Stoccolma, McAdams è stato nominato direttore stabile della New York Youth Symphony (2007-12). Anche quest’anno il legame musicale con il Concerto dell’alba è affidato alle due famose suite tratte dalle musiche di scena che Edvard Grieg scrisse per il dramma simbolista Peer Gynt di Henryk Ibsen. Infatti la prima suite si apre col celebre Mattino: il momento in cui Peer vede il sorgere del sole nel deserto del Sahara. Segue la struggente Morte di Åse, madre di Peer, accompagnata nel deliro da un quasi corale dei soli archi “con sordina. La non meno celebre Danza di Anitra è una mazurca danzata dalla figlia del capo dei beduini, con cui Peer flirta nel corso delle sue peregrinazioni africane. Nella sala del re delle montagne, Peer, sedotta la figlia del Re, è circondato dai troll (maligni coboldi spiriti della montagna) in tumulto. La seconda suite si apre con il Pianto di Ingrid, fidanzata abbandonata da Peer. Segue la gioiosa Danza araba (Allegretto vivace) con i suoi piccanti ritmi percussivi. Il Ritorno di Peer apre il quinto atto con una tempesta non immemore del Vascello fantasma di Wagner. Chiude la tenera e commovente Canzone di Solveig, in cui i violini si sostituiscono alla voce struggente del soprano.

La rappresentazione simbolica della Natura è oggetto della celeberrima Sesta Sinfonia, detta “Pastorale”, di Beethoven. Composta fra il 1807 e l’anno seguente, è suddivisa in cinque quadri intitolati rispettivamente: Sensazioni piacevoli all’arrivo in campagna, Scena sule rive di un ruscello, pace panteista è interrotta dal grido della quaglia e dal cuculo; Allegra riunione di contadini; Uragano; Sentimenti di gioia e di gratitudine dopo la tempesta, sorta di purificazione finale in seno alla Natura. «Mai la fantasia umana, prima d’ora», scriveva uno dei primi commentatori beethoveniani, Wilhelm von Lenz, «aveva tratteggiato un panorama così incantevole. Le prime quattro battute hanno già riassunto in sé la natura agreste, la vita semplice dei campi, il cielo azzurro. Semplicità meravigliosa.»

 

 

Ryan McAdams si sta rapidamente affermando come uno dei direttori più apprezzati e versatili della sua generazione. Molto apprezzato sia come direttore d’orchestra sinfonico, che operistico e contemporaneo. In Europa ha debuttato con grande successo nel febbraio 2010 con l’orchestra del Maggio Musicale di Firenze, dove è tornato tre volte negli ultimi tre anni. Ha fatto il suo debutto sui palcoscenici dell’Europa dell’Est a Dubrovnik nel settembre 2010 con l’Academy of St. Martin in the Fields, Julian Rachlin e Mischa Maisky. Il suo debutto in abbonamento con la Israel Philharmonic, in sostituzione di un indisposto Raphael Fruhbeck de Burgos, è stato salutato come “straordinario, “magistrale” e “immensamente toccante” dal Jerusalem Post; una registrazione dal vivo del concerto è stata pubblicata dall’IPO sull’etichetta di Helicon Classics. È tornato alla Filarmonica di Israele due volte da allora, più recentemente in una serie di esibizioni con concerti con la violoncellista Alisa Weilerstein e con i “Carmina Burana” di Orff.

 

 

Orchestra Filarmonica Salernitana

Al suo ventesimo anno di vita vanta un curriculum già molto ricco e prestigioso. La compagine orchestrale salernitana è ormai protagonista di tutte le produzioni liriche effettuate al Teatro “G. Verdi” di Salerno. Dalla prima rappresentazione (Falstaff con Rolando Panerai, dir. J.Acs) sono state messe in scena la Traviata, Rigoletto, il Trovatore, Aida, Macbeth, Un ballo in maschera, Nabucco, Cavalleria Rusticana, Pagliacci, La Bohème, Tosca, Edgar, Manon Lescaut, Turandot, Madama Butterfly, Nozze di Figaro, Don Giovanni, Norma, Carmen, Il barbiere di Siviglia, La Cenerentola, Hänsel e Gretel, Werther, L’elisir d’amore, Sonnambula, Lucia di Lammermoor, Vedova Allegra, Francesca da Rimini, Romeo e Giulietta.  Grazie alla convinta determinazione dell’Amministrazione comunale, l’orchestra ha avuto ed ha nelle mani di Daniel Oren una guida considerata dal pubblico internazionale una delle migliori in assoluto. La notevole crescita interpretativa, diventata punto di riferimento nel Mezzogiorno d’Italia, ha fatto in modo che la Filarmonica “Verdi” si esibisse anche alla presenza di Papa Giovanni Paolo II e della Regina di Svezia. Il 18 dicembre 2011 l’Orchestra è stata protagonista della XV edizione del Concerto di Natale, grande evento promosso dal Senato della Repubblica tenutosi nell’Aula di palazzo Madama trasmesso in Eurovisione. Il 14 maggio 2015 l’Orchestra si è esibita nel Concerto della Pace in Vaticano al cospetto di Sua Santità Papa Francesco.