Mercoledì 5 luglio, ore 21.30Dianne Reeves Quintet

Belvedere di Villa Rufolo

Mercoledì 5 luglio
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30
Dianne Reeves Quintet
Peter Martin, Romero Lubambo, Reginald Veal, Terreon Gully
Posto unico € 25

La vocalità afroamericana è stata spesso rinchiusa in una serie di cliché: timbro scuro, emissione aggressiva, intonazione blues, espressività ipersessualizzata, alterazione parlata o strumentale del timbro. Tutte caratteristiche innovative, introdotte dai cantanti afroamericani soprattutto nel secolo scorso, che hanno rivoluzionato il canto moderno. Il rischio però è di credere che quel modo di cantare sia l’unico, come se fosse connaturato alle cantanti afroamericane, che invece scelgono di esprimersi in un certo modo, ma si tengono aperte anche altre possibilità, differenti da quelle diffuse dalla tradizione. in fondo la grande innovazione della musica afroamericana vocale è stata proprio questa: rompere con gli schemi ottocenteschi, andare oltre le forme espressive del folklore occidentale, offrire un’alternativa espressiva alla voce come strumento principe dell’espressività umana.
Dianne Reeves è una di queste campanti diverse. Nata a Detroit ma cresciuta a Denver, è stata scoperta da quella volpe di Clark Terry, per poi trasferirsi a Chicago, dove ha trovato un ambiente musicale legato anche alla sua famiglia (suo cugino era il tastierista George Duke, uno dei padri della fusion). La prima parte della sua carriera ha quindi oscillato tra il jazz, la fusion e il folk di ascendenza africana, tutti ambiti che richiedono un certo eclettismo tecnico e stilistico. Più tardi la Reeves si è focalizzata sul jazz, portandovi il suo timbro chiaro, la duttilità espressiva e un gusto misurato, appena ripassato da echi di Sarah Vaughan e Carmen McRae. Ma è curioso come la sua carriera sia rimasta in gran parte lontana dai grandi successi internazionali, fino a quando nel 2005 George Clooney non l’ha voluta nel suo bel film “Good Night and Good Luck”. D’altra parte l’attore e regista ben s’intende di cantanti, visto che sua zia non è altri che Rosemary Clooney, una delle voci jazz più affascinanti emerse negli anni Sessanta.
Oggi la raffinatezza e la ricchezza stilistiche della Reeves sono viste finalmente come un pregio: un universo musicale di grande fascino.