Domenica 23 luglio, ore 21.30Enrico Rava – Tomasz Stank 5et
European Trumpet Legends

Domenica 23 luglio
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30
Enrico Rava – Tomasz Stanko 5et
European Trumpet Legends
Enrico Rava, Tomasz Stanko, Giovanni Guidi, Dezron Douglas, Gerald Cleaver, Stefano Zenni
Posto unico € 25

Belvedere di Villa Rufolo

I secondi anni Sessanta sono stati cruciali per lo sviluppo del jazz in Europa. In quegli anni si assiste alla rapida emancipazione dai modelli statunitensi più diffusi e all’affermazione di stili, tecniche e poetiche di grande originalità. Com’è logico nell’assetto geopolitico di quella stagione, ogni nazione d’Europa ha sviluppato delle tendenze peculiari, anche se andavano nascendo continue occasioni di scambio. Uno degli epicentri dell’innovazione è stata la Polonia, sia per la scuola di cinema di Łódź (quella dei Wajda, Polanski, Skolimowski) sia per l’affermazione di musicisti che gravitavano intorno alla geniale figura del pianista Krzysztof Komeda (che poi legherà il suo nome alle colonne sonore dei film di Roman Polanski), soprattutto il sassofonista Zbignew Namisłowski e il trombettista Tomasz Stanko. Quest’ultimo si è imposto dagli anni Settanta come una delle figure chiave dell’etichetta ECM con il suo jazz suggestivo, visionario, enigmatico.
Negli stessi anni in cui la Polonia partoriva il talento di Tomasz Stanko, in Italia Enrico Rava prendeva decisioni inaudite per il provincialismo musicale del nostro paese: non solo decideva di lasciare un lavoro borghese per fare il musicista (di jazz!), ma lasciò prima l’agiata Torino e poi addirittura l’Italia per tentare la fortuna altrove, in Argentina e in seguito negli Stati Uniti, diventando il primo jazzista italiano conosciuto all’estero.
Stanko e Rava hanno dunque seguito due percorsi diversi, ma gli aspetti in comune a questi due trombettisti sono impressionanti: l’ispirazione della musica di Miles Davis, dal gusto lirico e laconico ancorché emotivamente incisivo; l’ispirazione melodica calda e intensa; le occasionali fughe nell’informale; la casa discografica ECM, che li ha aiutati ad uscire dai loro rispettivi recinti; l’interesse per i giovani talenti, che instillano nuova linfa nella loro musica. Eppure essi non sono simili, ma complementari: il gusto contemplativo di Stanko, l’umorismo di Rava, il suono abrasivo del primo e più rotondo del secondo, sono solo alcuni degli elementi che li rendono partner perfetti. E naturalmente c’è l’eccezionale sezione ritmica, con musicisti di spiccata personalità che arricchiscono i dialoghi tra le due trombe: un fatto raro nel jazz, e ancor più fra due musicisti così simili e così diversi.