Domenica 5 agosto, ore 23.00I Concerti di Mezzanotte
Pianista Andrea Lucchesini

Villa Rufolo

Domenica 5 agosto
Villa Rufolo, ore 23.00
I Concerti di Mezzanotte
Pianista Andrea Lucchesini
Posto unico € 25

Robert Schumann (1810 – 1856)
Fantasia in Do maggiore per pianoforte, op. 17

Fryderyk Chopin (1810 – 1849)
3 notturni
Scherzo per pianoforte n. 2 in Si bemolle minore

 

 

Andrea Lucchesini è pianista italiano fra più conosciuti e apprezzati a livello internazionale, fin dalla sua clamorosa vittoria al Concorso “Dino Ciani” di Milano nel 1983, sia per la qualità delle sue interpretazioni che per l’originalità dei programmi. Negli anni recenti gli accostamenti di Sonate di Scarlatti a brani di Luciano Berio, le raffinate incursioni nel mondo sonoro di Marcel Proust e fra le più originali invenzioni per l’infanzia, le monografie dedicate alle ultime sonate di Beethoven e Schubert, hanno riscosso eguale consenso di critica e pubblico. Lucchesini, allievo al Conservatorio di Firenze di Maria Tipo, è convinto assertore della trasmissione del sapere musicale alle giovani generazioni. Insegnare è un dovere, attività che Lucchesini svolge in prestigiose masterclass e presso la Scuola di Musica di Fiesole, di cui è stato fino al 2016 direttore artistico (recente la sua nomina a Direttore Artistico della gloriosa Accademia Filarmonica Romana).

Per il primo appuntamento di mezzanotte nell’incanto di Villa Rufolo, Lucchesini ha scelto di accostare due autori, caposaldo del pianoforte romantico: Robert Schumann e Fryderyk Chopin. Schumann critico si espresse spesso sul collega polacco, elogiandolo come un genio per la sua opera 2 (Variazioni su tema di Mozart), ma anche sollevando in seguito alcune riserve. Non sono sopravvissuti commenti di Chopin sulla musica di Schumann, nonostante si conoscessero personalmente almeno in due occasioni certe. Schumann dedicò una delle sue opere più audaci e potenti, la Fantasia in do maggiore (1836), non a Chopin, ma al suo amico Franz Liszt. Questi era il solo che all’epoca potesse capirne la portata e la prossimità con l’opera 109 e 111 di Beethoven. Dopo il tumultuoso primo tempo, dopo il virile scherzo del secondo, il Lento sostenuto conclusivo disegna un non dimenticabile inno notturno, paragonato non a caso alla poesia di Novalis e ai modelli di Schubert (Improvviso in sol bemolle). Dopo l’intermezzo – un appropriato trittico di notturni, Lucchesini ha scelto per la conclusione il secondo Scherzo in si bemolle minore (1837) di Chopin, che Schumann critico paragonò al carattere appassionato di una poesia di Lord Byron, egualmente agitata “fra amore e sprezzatura”. Secondo la bellissima definizione del critico e filosofo Vladimir Jankélévitch il secondo Scherzo è «cielo d’inchiostro solcato da lampi da fine del mondo». «L’impulso che trascina la musica di Chopin è (…) una spinta a tergo. Questa musica non conosce l’attrattiva della speranza; non è aspirata in avanti verso l’avvenire, né sollevata verso l’alto; non ha un fine nell’ideale, né in una teologia intelligente: il suo slancio non è in lei, ma le è trasmesso da una forza trascendente e fatale; essa subisce, alle spalle, la forza cieca del destino».