Giovedì 16 agosto, ore 23.00I Concerti di Mezzanotte
Pianista Bertrand Chamayou

Villa Rufolo

Giovedì 16 agosto
Villa Rufolo, ore 23.00
I Concerti di Mezzanotte
Pianista Bertrand Chamayou
Posto unico € 25

Camille Saint-Saëns (1835 – 1921)
Etude Op. 111 n.4, “Les cloches de Las Palmas”

Franz Liszt (1811 – 1886)
Transcendental Étude No. 11, “Harmonies du Soir”
Les jeux d’eau a la Villa d’Este (da Troisième année, Années de pèlerinage III, S 163)

Richard Wagner (1813 – 1883) / Franz Liszt
Feierlicher Marsch zum heiligen Graal aus Parsifal

Franz Liszt
Sonetto 123 del Petrarca (da Années de pèlérinage. Deuxième Année. Italie, S 161)

Claude Debussy (1862 – 1918)
Clair de lune

Maurice Ravel (1875 – 1937)
Noctuelles (da Miroirs)
La vallée des cloches (da Miroirs)
Ondine (da Gaspard de la nuit)

Franz Liszt
Am Grabe Richard Wagners
Wiegenlied

 

 

Bertrand Chamayou è uno dei pianisti francesi più rilevanti delle più recenti generazioni. Per la casa discografica Erato (di cui è artista esclusivo) ha realizzato un acclamato recital dedicato alla musica di Maurice Ravel. Un filo d’oro lega l’integrale raveliana all’insegnamento diretto del compositore (franco)basco. Il maestro di Chamayou al Conservatorio di Parigi, Jean-François Heisser era a sua volta allievo di Vlado Perlemuter, celebre non solo per aver studiato con Ravel tutte le sue opere pianistiche, ma per averle annotate, eseguite e spiegate con cristallina lucidità. Queste sono alcune delle caratteristiche che si ritrovano nel trentacinquenne pianista tolosano. Il programma che presenta a Ravello è un tessuto di sottili legami che rivelano aspetti desueti e legami inaspettati. Per esempio l’alfiere del pianismo classicista e oggettivo, Camille Saint-Saëns, rivela penchants per atmosfere discretamente impressioniste come nel quarto Studio dell’opera 111 (1899), che descrive con ripetizioni minimaliste e ostinati le Campane della Cattedrale di Las Palmas di Gran Canaria. Ma una parte tutta speciale occupa, Franz Liszt come precursore di Ravel e Debussy (che suonò per lui nel 1886 alla Villa Medici di Roma – il celebre Claire de lune proviene dalla migliore composizione giovanile di Debussy, la Suite bergamasque, 1890) e come ammiratore e apostolo dell’arte di Wagner. Un legame che passa fra le acque e gli arpeggi, a partire da quelli seducenti delle Harmonies du soir (undicesimo degli Studi trascendentale, 1851), ai meravigliosi Jeux d’eau de la Villa d’Este (1871), raveliani avanti lettera, passando per la stupenda traduzione in musica del Sonetto 123 del Petrarca, tappa fondamentale del pellegrinaggio italiano di Liszt, raccolta nel secondo volume degli Années de pélérinage (1837-49). Quanti aspetti del pianismo di Liszt filtrano nelle opere di Ravel presenti nel concerto, come nel primo e nell’ultimo dei suoi Miroirs (1906), Noctuelles e La valleé des cloches oppure in Ondine, ispirata a una delle poesie in prosa di Aloysius Betrand, raccolte nell’hoffmanianio trittico intitolato Gaspard de la nuit (1909). Nei luoghi che incantarono Wagner, la sua musica non possono mancare le famose trascrizioni lisztiane per pianoforte (come la Marcia solenne del Santo Graal dal Parsifal, 1882, offerta agli ospiti di Villa Wahnfried durante la prima esecuzione assoluta dell’ultima opera di Wagner) oppure l’omaggio che a sorpresa Liszt suonò il giorno che Wagner avrebbe compiuto settant’anni (22 maggio 1883), Am Grabe Richard Wagners (Sulla tomba di Richard Wagner), dove il motivo dell’agape sacra si solleva dalle profondità del pianoforte in forma torturata, come in un saluto spirituale in un’atmosfera d’oltretomba. Per la chiusura del concerto l’ipnotico Wiegendlied di Liszt, una ninna nanna la cui melodia si arricchisce armonicamente per dissolversi sulla cellula ostinata di tre note discendenti da cui è sorta.