Giovedì 9 agosto, ore 23.00I Concerti di Mezzanotte
Pianista Sun Hee You

Villa Rufolo

Giovedì 9 agosto
Villa Rufolo, ore 23.00
I Concerti di Mezzanotte
Pianista Sun Hee You
Posto unico € 25

Franz Schubert (1797 – 1828)
Sonata per pianoforte n. 21 in do minore, D. 958

Aleksandr Skrjabin (1872 – 1915)
5 Preludi Op.15

Sergej Rachmaninov (1873-1943)
Preludi
Op.32 n.12 in Sol diesis minore
Op.23 n.6 in Mi bemolle maggiore
Op.23 n.7 in Do minore
Op.23. n.4 in Re maggiore
Op.32 n.10 in Si minore
Op.23 n.2 in Si bemolle maggiore

Nikolaj Kapustin (1937)
Variations Op. 41

 

 

Nata a Seoul, Sun Hee You ha studiato dapprima alla prestigiosa Yewon School nella capitale sud-coreana, per poi trasferirsi in Italia, dove ha conseguito il diploma con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. In seguito si è perfezionata all’Accademia musicale di Firenze con Lazar Berman e Valentina Berman e all’Accademia di Santa Cecilia in Musica da Camera con Rocco Filippini. Ha inoltre avuto l’opportunità di lavorare con artisti rinomati come Bruno Canino, Oxana Yablonskaya, Paul Badura-Skoda e Boris Petrushanskij.

Il programma che Sun Hee You esegue per Ravello Festival si apre con la Sonata in do minore (la ventunesima, 1828) di Franz Schubert, sintesi straordinaria fra l’influsso di Beethoven e il lirismo intimo tipico di Schubert. Suddivisa in quattro movimenti: dal demoniaco attacco del primo tempo allegro, alla mistica magia dell’adagio, dal capriccioso minuetto con annessa melodia sublime del trio alla macabra tarantella dell’allegro finale. Seguono i cinque Preludi op. 15 (1896) di Aleksandr Skrjabin, oscillanti fra l’omaggio a Chopin e il tipico lirismo interiore del compositore russo.  Anche i Preludi di Sergej Rachmaninov sono ricalcati idealmente sull’imprescindibile modello di Chopin, differendo anche nelle dimensioni più vaste. La mezza dozzina scelta prevede quattro preludi tratti dall’opera 23 (1901-3), rispettivamente il sesto in mi bemolle maggiore (dal carattere di sognante cantilena continua), il settimo in do minore (improvviso la cui melodia sembra fiorire sulla spuma delle onde), il quarto in re minore (pura elegia) e il secondo maestosamente spettacolare in si bemolle maggiore. E due preludi estratti dall’opera 32 (1910), la freschezza melodica del dodicesimo in sol diesis minore e il lento decimo in si minore (arcaicizzante e raccolto). Chiudono il programma le Variazioni op. 41 di Nikolaj Kapustin, compositore ucraino, classe 1937, allevato al Conservatorio di Mosca nella classe del celebre didatta Alexander Goldenweiz’er, che ha scritto più di settanta pezzi per pianoforte solo. Kapustin innamorato della musica di Oscar Peterson, Art Tatum e Erroll Gardner, ha suonato in orchestre jazz e di musica leggera sovietica sempre scrivendo senza sosta con l’obiettivo di amalgamare il jazz con le forme classiche. “Il primo momento che ho sentito il jazz”, ha dichiarato Kapustin, “ho capito che era qualcosa che mi apparteneva. Ho capito fin dalla mia prima giovinezza che dovevo combinare i due mondi musicali”.