Lunedì 13 agosto, ore 23.00I Concerti di Mezzanotte
Pianista Varvara

Villa Rufolo

Lunedì 13 agosto
Villa Rufolo, ore 23.00
I Concerti di Mezzanotte
Pianista Varvara
Posto unico € 25

Jean-Philippe Rameau (1683 – 1764)
Allemande
Le Rappel des Oiseaux
Tambourin

Claude Debussy (1862 – 1918)
La plus que Lente
Valse Romantique

Maurice Ravel (1875 – 1937)
Valses nobles et sentimentales

Modest Mussorgsky (1839 – 1881)
Quadri da un’esposizione

 

 

Varvara Nepomnyashchaya, nata a Mosca nel 1983, ha studiato per undici anni con Lidija Grigorieva alla famosa Accademia “Gnessin”, venendo in seguito ammessa nella classe di Mikhail Voskresenskij al Conservatorio Cjaikovskij di Mosca. Dopo aver vinto numerosi borse di studio già in tenera età e significativi riconoscimenti al Concorso Bach di Lipsia, a Nagoya e Brema, Varvara vince nel 2012 il Primo Premio al Concorso Internazionale Géza Anda di Zurigo. La giuria le assegna anche il Mozart Prize ed inoltre riceve il Premio del Pubblico per l’esecuzione del Terzo Concerto per pianoforte di Beethoven, che esegue accompagnata dall’Orchestra della Tonhalle diretta da David Zinman. Il filo rosso che lega il programma di Varvara può essere ricondotto alla figura di Claude Debussy, di cui quest’anno si celebra il centenario della morte. Apertura con tre brani di un autore venerato da Debussy, Jean Philippe Rameau. «L’immenso contributo di Rameau», scriveva Debussy nel 1912, «è che seppe scoprire la sensibilità nell’armonia; che riuscì a creare colori e sfumature di cui i musicisti che lo precedettero avevano solo una percezione confusa.» Tutto questo Debussy lo diceva quando l’opera del grande compositore e trattatista francese era conosciuta dal grande pubblico solo per il Rigaudon del Dardanus. Due anni prima (agosto 1910) Debussy si era divertito a scrivere un breve pezzo «nel genere brasserie, per le innumerevoli cinque del pomeriggio dove si incontrano le belle ascoltatrici alle quali ho pensato», Le plus que lente. Si tratta di un brano originale, una sorta di parodia chic ed elegante di un pezzo di ‘brutta’ musica. Quando però il più giovane collega Maurice Ravel faceva le sue ‘parodie’, Debussy andava sulle furie, irritato dall’abilità di Rave che definiva “fachiro incantatore che fa nascere i fiori da una sedia”. Gli otto Valses nobles et sentimentales (1911) indicano l’intenzione di Ravel comporre «una catena di valzer su modello di Schubert [non immemori del romanticismo piccante di Chabrier], dove una scrittura chiarificata ammorbidisce l’armonia.» Debussy fu tra i primi francesi a conoscere e ammirare l’arte di Musorgskij (il ciclo liederistico La camera dei bambini), come Ravel, che fu famoso trascrittore per orchestra (1922) dei Quadri di un’esposizione, il ciclo pianistico che Musorgskij compose in tre settimane nell’estate del 1874. Il compositore russo confessò all’amico Vladimir Stassov che dopo aver visto l’esposizione dei disegni dell’architetto Viktor Hartmann, «assorbiva suoni e idee sospese nell’aria avendo appena il tempo di metterle sula carta.» Il ciclo pianistico di Musorgskij è una delle composizioni più originali dell’intera letteratura pianistica: quadri che descrivono le sue ossessioni: scene popolari, infantili, fiabe, fantasmagorie, memento mori, epica russa.