Domenica 22 luglio, ore 20.00Le Cercle de l’Harmonie
Direttore Jérémie Rhorer

Belvedere di Villa Rufolo

Domenica 22 luglio
Belvedere di Villa Rufolo, ore 20.00
Le Cercle de l’Harmonie
Direttore Jérémie Rhorer
Musiche di Mozart
Posto unico € 60

Programma

Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791)

Sinfonia n. 39 in mi bemolle maggiore, K 543
Sinfonia n. 40 in Sol minore, K 550
Sinfonia n. 41 in Do maggiore, K 551 “Jupiter”

 

 

Il Cercle de l’Harmonie, formazione nata nel 2005, è un’orchestra che integra giovani musicisti provenienti dalla Philharmonia Orchestra e della London Symphony Orchestra, che hanno studiato la prassi storicamente informata nei conservatori di Parigi, L’Aja e Basilea. Rappresentano la nuova generazione di musicisti che praticano gli strumenti tradizionali ma sono anche convinti dell’utilizzo di strumenti d’epoca per difendere il repertorio antico. Jeremie Rhorer, cofondatore dell’orchestra, ospite regolare dei grandi festival (Aix-en-Provence, Salisburgo, Glyndebourne), si è distinto fra il 2011 e il 2014 per aver diretto al Théâtre des Champs-Elysées un ciclo Mozart comprendente Idomeneo, Cosi Fan Tutte, Don Giovanni e La Clemenza di Tito, alla guida del Cercle de l’Harmonie. Per il concerto a Ravello Festival Rhorer ha scelto di presentare le ultime tre sinfonie di W. A. Mozart, quel trittico straordinario formato dalle sinfonie in mi bemolle maggiore (k 543), sol minore (k 550) e do maggiore (k 551), le quali rappresentano anche uno dei misteri più affascinanti della biografia mozartiana. Il 26 giugno 1788 Mozart terminò la prima. Il 26 luglio fu la volta della seconda, spesso associata al demonismo mozartiano, ma che Robert Schumann e Hector Berlioz avvertivano come quintessenza del candore e dell’ingenuità settecentesche. Già il 10 agosto Mozart pose fine all’ultima, che per l’olimpico splendore si guadagnò il titolo di “Jupiter” (assegnatogli forse dall’impresario tedesco Johann Peter Salomon). Titolo che si confà perfettamente non solo al carattere, ma anche alla sommità raggiunta da Mozart nell’impiego intensivo del contrappunto, soprattutto nel finale, un contrappunto depurato da ogni compiacimento scolastico. Il mistero consiste nel non sapere per quale occasione Mozart le scrisse: si può solo congetturare se furono eseguite vivente il compositore. Che formino un tutt’uno però lo ha ribadito, non molto tempo addietro, il compianto maestro Nikolaus Harnoncourt, chiamando le tre sinfonie, oratorio strumentale. Il secondo pannello della trilogia infatti, essendo in mezzo, non presenta né introduzione lenta, né coda, e inizia in media res con il celebre (e difficilissimo) tema anapestico, per finire ex abrupto.

 

 

Jérémie Rhorer, conductor

Jérémie Rhorer si è imposto all’attenzione internazionale come uno dei più intensi e intellettualmente sofisticati direttori d’orchestra della sua generazione. E’ fondatore e Direttore Musicale dell’ensemble “Le Cercle de l’Harmonie”, un’orchestra composta di musicisti che fanno uso di strumenti originali, con i quali da diversi anni ormai esplora il repertorio del XVIII e del XIX secolo con un approccio originale e innovativo: le sue interpretazioni di Cherubini, Beethoven e Mendelssohn sono state accolte con grande entusiasmo dalla critica e dal pubblico di tutto il mondo. Jérémie Rhorer ha scavato un profondo solco nell’interpretazione delle opere di Mozart, alla ricerca del genio drammatico del compositore. Idomeneo, Così fan tutte, Don Giovanni, La clemenza di Tito, e Die Entführung aus dem Serail sono tra i lavori che ha diretto più sovente con le migliori orchestre del mondo, in particolare nell’ambito del ciclo mozartiano ospitato a Parigi dal Théâtre des Champs-Élysées.

Lo stesso approccio è stata la chiave del suo successo come interprete della musica del XX secolo: alla guide della Philharmonia Orchestra, la produzione dei Dialoghi delle carnelitane di Poulenc per la regia di Olivier Py al Théâtre des Champs-Élysées gli è valsa nel 2014 il Grand Prix du Syndicat de la Critique. La versione DVD dell’opera è stata premiata in numerose occasioni, tra le quali un BBC Music Magazine Award nel 2016.

Jérémie Rhorer dirige regolarmente le migliori orchestra europee, tra le quali la Frankfurt Radio Symphony Orchestra, i Bamberger Symphoniker e la Gewandhausorchester in Germania, la Rotterdam Philharmonic in Olanda, l’Orchestre National de France e l’Orchestre de Paris nel suo paese natale. Dopo l’improvvisa morte di Nikolaus Harnoncourt, il Concentus Musicus lo ha invitato a dirigere un programma beethoveniano nell’ambito del festival annuale ospitato dal Musikverein di Graz. Jérémie Rhorer ha anche sviluppato una relazione particolare con la Deutsche Kammerphilharmonie di Brema, con la quale realizzerà un originale ciclo dedicato alla musica di Ciaikovskij.

Ospite regolare dei maggiori festival internazionali come Glyndebourne, Edinburgh e i BBC Proms, nell’estate del 2017 ha diretto una nuova produzione di Don Giovanni al festival di Aix-en-Provence, mentre nel Maggio 2018 farà il suo debutto al Festival di Pentecoste di Salisburgo. Ha inoltre diretto alla Staatsoper di Vienna, alla Bayerische Staatsoper di Monaco, al Grand Théâtre de La Monnaie di Bruxelles e al Teatro Real di Madrid.

Elemento chiave della sua educazione musicale è stata l’esperienza giovanile con il Coro della Maîtrise de Radio France, dove ha scoperto la vocazione per la direzione d’orchestra; è seguito un corso di studi impeccabile presso il Conservatoire National Supérieur de Musique di Parigi. Allievo di composizione di Thierry Escaich, Jérémie Rhorer ha una importante attività di compositore che gli è valsa il Premio Pierre Cardin.

Nel corso della stagione 2017/18 inaugura l’Opéra National du Rhin di Strasburgo, dirige una nuova produzione de Il barbiere di Siviglia al Théâtre des Champs-Élysées per la regia di Laurent Pelly, oltre a debuttare con la City of Birmingham Symphony Orchestra, con l’Orchestre de la Suisse Romande, con la Czech Philharmonic e con l’Orchestre Symphonique de Montréal. Il debutto al Teatro Comunale di Bologna con la ripresa dei Dialoghi delle carmelitane di Poulenc e un concerto sinfonico al Teatro Manzoni segna il suo primo importante impegno in Italia.