Giovedì 29 agosto, ore 20.00Olivier Latry

Duomo di Ravello

Giovedì 29 agosto
Le note di Sigilgaita
Duomo di Ravello, ore 20.00
Olivier Latry
Ingresso libero

Programma

François Couperin
Offertoire sur les grands jeux
(dalla «Messe des Paroisses»)

Ludwig van Beethoven
Adagio assai per organo meccanico

Wolfgang-Amadeus Mozart
Fantasia in fa minore per organo meccanico K.608

Charles-Marie Widor
Marche du veilleur de nuit
(da «Memento Bach»)

Johann-Sebastian Bach
Fantasia e fuga in sol minore, BWV 542

Eugène Gigout
Aria da la Cantate de la Pentecôte

Franz Listz
Preludio e fuga su B.A.C.H
(versione di Jean Guillou)

Olivier Latry
Improvvisazione

A soli 23 anni Olivier Latry è diventato uno degli organisti titolari di Notre Dame di Parigi, succedendo al celebre Pierre Cochereau. Nella Cattedrale di Parigi Latry studia e si esercita di notte sul maestoso strumento realizzato da Aristide Cavailé-Coll nel 1868 e miracolosamente risparmiato dal recente devastante incendio della cattedrale francese. La Francia vanta una tradizione organistica straordinaria, tramandata attraverso l’insegnamento al Conservatorio (Latry insegna al CNS di Parigi dal 1995) e la pratica nella grandi chiese. Latry, attraverso il suo maestro Gaston Litaize, e da questi a Marcel Dupré, risale alla scuola di Charles-Marie Widor (1844-1937), il leggendario organista tardo-romantico che tenne la titolarità di un altro eccezionale Cavaillé-Coll, quello di Saint-Sulpice, per sessantaquattro anni. Suo rivale, presente in questo programma con una sua trascrizione bachiana, fu Eugène Bigout (1844-1925), a sua volta titolare nella Chiesa di Saint Augustin, sempre a Parigi. Non poteva mancare un omaggio a un altro organista e improvvisatore celebre, Jean Guillou (1930-2019), titolare per cnqiant’anni dell’immenso organo di Saint-Eustache, con la sua versione del Prelugio e fuga su tema B.A.C.H di Liszt. Il programma contiene anche due composizioni, la prima di Mozart (eccelsa) e la seconda di Beethoven per l’organo meccanico (uno strumento collegato a un meccanismo ad orologeria che ad ore prestabilite metteva in funzione le canne con un rullo dentato, sul quale era stato preparato il brano musicale da eseguire). Furono commissionate dal conte Deym che a Vienna aveva aperto un mausoleo con la statua di cera del feldmaresciallo Laudon, circondato da appunto da carillon e orologi musicali, i quali a differenza della musica di Mozart, non soppravvissero al loro ideatore.