Sabato 29 luglio, ore 21.30LES ITALIENS DE L’OPERA DE PARIS/SIMONE VALASTRO/MATTEO
LEVAGGI/CHRISTIAN LACROIX
NUIT DE LA DANSE
Coreografie di Bournonville, Béjart, Balanchine e Garnier

Belvedere di Villa Rufolo

Sabato 29 luglio
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30

LES ITALIENS DE L’OPERA DE PARIS/SIMONE
VALASTRO/MATTEO LEVAGGI/CHRISTIAN LACROIX
NUIT DE LA DANSE
Coreografie di Bournonville, Béjart, Balanchine e Garnier

BREAD AND ROSES
Coreografia di Simone Valastro
Guest Marie Agnès Gillot, étoile de l’Opéra de Paris
Musiche di Philip Glass
Commissione e Nuova Produzione Ravello Festival
In collaborazione con il Museo dell’Immigrazione di Parigi

BLACK DUST
Coreografia di Matteo Levaggi
Musica Originale di Lamberto Curtoni (da Black Star di David Bowie)
Solisti Valentine Colasante, Alessio Carbone
Costumi Christian Lacroix
Assistente alla coreografia Cristina Golin
Foto di scena Selene De Rui
Commissione e Nuova Produzione Ravello Festival
ITALIA / FRANCIA
Posto unico € 30

La serata si divide in tre momenti: NUIT DE LA DANSE cuce in una coreografia unica le creazioni realizzate da Petit a Bournonville, da  Béjart, a Balanchine  e Garnier, che hanno reso esemplare l’ampio repertorio dell’Opera di Parigi. BREAD AND ROSES – in prima assoluta su commissione di Ravello Festival – prende il titolo da uno dei più bei film del regista inglese di Ken Loach, rappresentando una riflessione in danza sul tema dell’immigrazione affidata a  Simone Valastro.

Il terzo momento, invece è affidato a  Matteo Levaggi che, nel suo BLACK DUST elabora il tema del festival sulle note con cui Lamberto Curtoni stravolge la Stella Nera di David Bowie.

Le creazioni dei costumi di BREAD AND ROSES e di BLACK DUST portano la firma di Christian Lacroix. Con un omaggio anche allo storico  “Les anges ternis” ( 1987,  Opéra de Paris, coreografia Karole Armitage).

*

 

 

Biografie

 

LES ITALIENS de l’OPERà DE PARIS

Sono la “compagine italiana” in forza all’Opera di Parigi (11 danzatori sui 16 stranieri ammessi dal regolamento) e sono nati, come compagnia, poco più di un anno fa – debuttando il 16 giugno 2016 – su iniziativa del primo ballerino Alessio Carbone. Hanno tra i 18 e I 40 anni, alcuni sono figli d’arte e quasi tutti hanno entrambi i genitori italiani. Altri arrivano dalla Scala, c’è chi ha il passaporto italiano ed è nato a Vienna (come Fourès, entrato alla scuola dell’Opéra a dodici anni) e chi, come Letizia Galloni, è stata scelta per ruoli da solista da Millepied e Forsythe. Il più giovane è il palermitano Sarri, non ancora vent’anni.  Il loro repertorio, scelto su misura, mette in risalto il talento di ognuno dei ballerini e gli estratti dei balletti proposti variano dal classico dell’Opera di Parigi ai coreografi contemporanei.

Un mecenate francese – Bertrand du Vignaud de Villefort, pronipote del pittore Henri de Toulouse-Lautrec e presidente del World Monuments per l’Europa – ha fondato un’Associazione per sostenerli.

 

Alessio Carbone – primo ballerino e fondatore della compagnia LES ITALIENS de l’OPERà DE PARIS

39 anni, veneziano ma nato a Stoccolma, fa parte di una nota famiglia di ballerini (il padre Giuseppe è stato direttore del Balletto della Scala e del San Carlo, la mamma Iride Sauri era prima ballerina alla Fenice di Venezia, la sorella Beatrice è solista alla Scala, il fratello Alvise è bailor e coreografo di flamenco)  ed è premier danseur dell’Opera di Parigi. Diplomato alla Scuola della Scala, entra subito in compagnia, ma nel 1997 si trasferisce a Parigi, entrando nel corpo di ballo dell’Opera. Tra le sue prime interpretazioni il passo a due da Capriccio di George Balanchine. E’ Primo Ballerino» dal 2002. I ruoli più importanti per il suo repertorio: il Passo a tre da Paquita, Mercuzio in Romeo e Giulietta, il pas de trois in Lago dei cigni (Rudolf Nureyev), Clavigo e Arlesienne (Roland Petit) e Appartement (M. Ek), Il Professore in Cenerentola, il Gitano in Don Quichotte, il principe in Schiaccianoci (Rudolf Nureyev), Le mandarin merveilleux (Maurice Bejart), Franz in Coppelia, Sonata e Artifact Suite (William Forsythe), Petruska (Michel Fokine), Le Sacre du Printemps (Pina Bausch), L’Arlesienne (Roland Petit),

Come ospite ha danzato per il Balletto nazionale di Marsiglia, al festival per Nureyev a Ufa in Russia, all’Opera di Roma, al Comunale di Firenze e all’Opera di Tallin, al teatro Reale Danese (Don Quichotte nella versione di Alicia Alonso). Tra i numerosi riconoscimenti internazionali ricordiamo: il premio Leonide Massine al merito nel 1997 ed al valore nel 2006; il premio Danza e Danza; il premio Tani per le arti dello spettacolo; il premio Les Etoiles de Ballet (2000); il premio Ballet Star of the XXI Century di New York.

 

Simone Valastro – ballerino e coreografo

Nasce a Milano nel 1979 e comincia la danza all’età di sette anni. Nel 1990 viene selezionato come allievo alla Scuola di Ballo del Teatro la Scala e si diploma nel 1998. Lo stesso anno entra a far parte del Corpo di Ballo dell’Opera di Parigi. Passa al grado di coryphée nel 2003 e sujet nel 2004.  Riceve il premio AROP per la Danza nel 1998 come migliore interprete. ​Debutta come coreografo nel 2008 con la creazione dell’assolo “Opus” per il museo Picasso di Malaga. Nel 2013 firma “Stratégie de l’Hippocampe” all’Opera Bastille. Nel 2014 “Bovary” per il Festival Cadences a Arcachon. Nel 2015, “Tissues” all’Opera Garnier. Lo stesso anno Simone Valastro viene scelto da Benjamin Millepied come allievo dell’Accademia Coreografica dell’Opera di Parigi sotto la direzione artistica di William Forsythe. Tra gli svariati progetti, una creazione con Millepied, per l’Opera Garnier a giugno di quest’anno.

Matteo Levaggi – coreografo

Recentemente è stato definito dal Financial Times, “Un coreografo di  raro talento per cui si percepisce che non sei in attesa di nulla, perché tutto è già accaduto…  in ogni momento si vedono azioni legate alla vita come solo sapeva fare Merce Cunningham”.  Matteo Levaggi ha studiato alla Scuola di ballo di Liliana Cosi a Reggio Emilia e ha iniziato il suo percorso di ballerino al Teatro di Torino nel 1993. Molti coreografi, tra cui Karole Armitage, hanno firmato coreografie per lui. Nel 1997 inizia a collaborare con l’Aterballetto, di Mauro Bigonzetti. Dal 2000 al 2013 è stato coreografo residente e co-direttore del Balletto di Torino e, nel 2008, ha ricevuto il premio “Compagnie d’Auteur –  Les Étoiles de Ballet” (2000). Dal 2009 al 2013 è stato co-direttore per la stagione di danza dello spazio “Lavanderia a Vapore”, di  Collegno (Torino) aprendo le creazioni di danza a commistioni di musica e arte contemporanea. La sua visione molto ambiziosa è quella di interpretare “la danza come uno dei nutrimenti essenziali dell’Arte necessaria e essenziale per gli esseri umani “. Per le sue creazioni ha compiuto scelte musicali eccentriche: da Giovanni Sollima, che ha composto la musica per la sua coreografia-tributo a Caravaggio (2004) a Heiner Goebbels, da Béla Bartók a Carlo Boccadoro fino alla musica elettronica più innovativa. Nel 2005 ha ideato “La Bottega Fantastica” (Rossini/Respighi) e “Drowning by Numbers” con le musiche di Michael Nyman per il balletto dell’ Arena di Verona, mentre il suo duetto Largo, con musica di Dmitri Shostakovich è entrato a far parte del repertorio del Grand Théâtre de Genève e Ismael Ivo lo ha invitato nel 2006 alla Biennale Dance di Venezia.  Nel 2007 inizia a collaborare con gli artisti visuali Corpicrudi (un “duo” formato da Samanta Stella e Sergio Frazzingaro) ideando una Trilogia dal titolo Primo Toccare (First Touch) che ha debuttato alla Biennale Danza di Lyon nel 2008,  poi al Joyce Theater di New York (2009) e a BolzanoDanza nel 2010. Il canale Sky Classica ha dedicato un documentario al progetto. La seconda creazione frutto della collaborazione con Corpicrudi, Le Vergini (The Virgins), ha debuttato nel 2011 all’ International Ballet Fest di  Miami, e MilanOltre Festival in un balletto speciale\monografico dedicata al lavoro di Karole Armitage e Matteo Levaggi. Nel 2013  il suo balletto  Caravaggio è stato incluso nel repertorio della Los Angeles Contemporary Dance Company. Nel 2014  il regista Davide Ferrario realizza un film sulla coreografia Sexxx e sul Preludio per una Sinfonia in Nero (Prelude for a Symphony in Black) by Levaggi | Corpicrudi (2014 MilanOltre festival).  Nel 2014 viene scelto dal New York Choreographic Institute, diretto da Peter Martins, per presentare il suo Sensorium ballet (original music by Lamberto Curtoni), con danzatori del New York City Ballet. Nel 2014 il suo Punto d’azione (Action Point), omaggio alla musica di Ennio Morricone, debutta al Maggio Danza – Teatro dell’Opera di Firenze. Dal 2017 è coreografo residente al Teatro Massimo di Palermo.

 

Pierre-Yves Macé – compositore e musicista

Vive e lavora a Parigi, è nato nel 1980 e la sua musica si può definire “contemporanea” frutto di creazioni elettroacustiche e di una certa sensibilità rock. Ha studiato pianoforte e percussioni classiche. Ha pubblicato il suo primo disco, Faux-Jumeaux, per l’etichetta di  John Zorn nel 2002.

La sua musica è conosciuta oltre che in Francia, anche in tutta Europa e in America del Nord. Molte le sue collaborazioni con molti artisti visuali e scrittori (Mathieu Larnaudie e Philippe Vasset), ha composto la musica per gli spettacoli di Sylvain Creuzevault, Christophe Fiat, Joris Lacoste, Anne Collod, Fabrice Ramalingom, Marinette Dozeville, Marianne Baillot, Louis-Do de Lencquesaing. Tra il 2007 e il 2011 ha collaborato alle attività del collettivo l’Encyclopédie de la parole. Nel biennio 2013-2014 ha lavorato in radio per i « Boudoirs et autres » di Gérard Pesson in onda su France Musique.  Nella stagione 2016-2017, è stato compositore associato dell’Orchestra da camera di Parigi.

Collabora con le più importanti riviste specializzate di settore (Mouvement, Accents, Labyrinthe, La Nouvelle Revue d’esthétique). I suoi lavori hanno partecipato a molti festival: Festival d’Automne à Paris (2012,  Théâtre des Bouffes du Nord, Parigi), Villette Sonique (Parigi), Ars Musica (Bruxelles), Les Musiques, MIMI (Marseille), AngelicA (Bologna), Santarcangelo (Rimini), Akousma (Montreal

 

Christian Lacroix – costumi

Nasce il 16 maggio 1951 ad Arles, in prossimità delle Bocche del Rodano. I suoi studi di storia dell’arte all’Università di Montpellier lo influenzano e lo segnano verso la moda, fino alla scelta di trasferirisi a Parigi nel 1973, dove studia alla Sorbona e all’École du Louvre, come curatore di musei. Dopo interessanti esperienze lavorative prima con Guy Paulin e poi con Jean Patou, decide nel 1987 che è arrivato il momento giusto per dare vita alla sua maison Christian Lacroix insieme con Jean-Jacques Picart: la linea di abbigliamento Pret-a-porter viene realizzata in Italia, precisamente ad Ancona. Memorabili furono alcune sue collezioni di quegli anni ispirate alla Provenza, al minimalismo giapponese, o al folk ispanico, reinterpretate con sapienza e maestria. Sul finire degli anni ’80 grazie al successo delle sue collezioni colorate e sofisticate, iniziano a fiorire boutique in più parti del mondo: da Parigi a Tolosa, da Londra a Ginevra fino ad arrivare in Giappone.  Dal 1988 le collezioni iniziano a essere  immortalate dagli scatti di Peter Lindbergh, e Anna Wintour di Vogue definisce un abito di “Lacroix Haute Couture” come “l’immagine giovane e aggiornata della moda”. Nel 2001 la casa di moda si fonde con il gruppo francese LVMH ed in seguito Christian Lacroix diventa direttore artistico dello stilista fiorentino Emilio Pucci. In quel tempo, il suo intento era quello di rendere le collezioni più pulite, soprattutto nei tagli. Allarga in seguito la sua produzione inglobando anche la lingerie e l’abbigliamento maschile. Ha disegnato le uniformi dello staff dell’Air France e vestito tra le più importanti attrici europee e americane. Tra i suggerimenti per esaltare la femminilità di una donna vi è la necessità di avere nell’armadio gonne lunghe e tacchi alti, oltre che capispalla e trench. Dal 2009, con il Christian Lacroix Costumier al Museo Nazionale di Singapore, ha iniziato a creare disegni per costumi d’opera lirica, teatro, ballo e musica. Ancora oggi la boutique parigina di Place Saint-Sulpice accoglie tutti i segni di quello che fu lo stile Lacroix, una reinterpretazione continua, unica e esuberante, colorata e barocca.