Domenica 7 luglio 2019, ore 21.30Orchestra Italia
Accademia Barocca di Santa Cecilia
Direttore Federico Maria Sardelli

Belvedere di Villa Rufolo

Domenica 7 luglio 2019
Orchestra Italia
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30
Accademia Barocca di Santa Cecilia
Direttore Federico Maria Sardelli
Posto unico € 50

Programma

Antonio Vivaldi
Concerti a molti stromenti (RV574, 535, 577, 576, 162, 562)

L’estensione della definizione di «concerto per molti stromenti» indica nell’opera di Antonio Vivaldi (1678-1741) un genere di concerto in cui l’orchestra d’archi dialoga con vari strumenti ad arco e a fiato, e più raramente, a pizzico e a tastiera. Concerti che Vivaldi scrisse per l’orchestra femminile dell’Ospedale della Pietà di Venezia o per la Hofkapelle di Dresda. Summa di questa tipologia è il Concerto RV 562a, «affresco grandioso in cui uno spericolato violino principale è costantemente in gara con due trii contrapposti», come ha scritto il direttore di questo concerto, Federico Maria Sardelli. Per Dresda furono scritti i concerti RV 576 e 577. Il primo ha per protagonisti violino e oboe; il secondo violino e fiati a due (flauti, oboi, fagotti). Entrambi sono sotto il «segno di un virtuosismo collettivo e di un registro espressivo scuro e tumultuoso.» Il festivo Concerto RV 574 appartiene a un gruppo di composizioni riconducibili alla Cappella musicale del principe d’Assia-Darmstadt: «violino principale – suonato dallo stesso Vivaldi – violoncello solo, due oboi, due corni (qui chiamati “trombon da caccia”), fagotto, archi e continuo. Una ferra gerarchia pone il violino principale al vertice, seguito dall’oboe e poi da corni e dal fagotto. In pratica Vivaldi riservava per il suo violino i passi più spettacolari e impervi, lasciando agli altri il ruolo di comprimari.» Il Concerto RV 535 appartiene invece ai cosiddetti “concerti doppi”, cioè scritti per una coppia solistica, in questo caso di oboi, inseriti in una struttura che ricorda l’antico dialogo fra soli e tutti del concerto grosso.

Federico Maria Sardelli
Flautista di formazione, fonda nel 1984 l’orchestra barocca Modo Antiquo con cui svolge attività concertistica in tutta Europa sia in veste di solista sia di direttore, presente nei maggiori festival di musica antica e ospite delle maggiori sale da concerto d’Europa, come il Concertgebouw di Amsterdam e il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi. Federico Maria Sardelli è direttore principale ospite dell’Orchestra Filarmonica di Torino. È invitato come direttore da numerose altre orchestre, come il Gewandhaus di Lipsia, la Staatskapelle Halle, la Kammerakademie Potsdam, la Real Filarmonia de Galicia, il Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona, l’Orchestra da Camera di Mantova, l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano. Federico Maria Sardelli è un protagonista della rinascita del teatro musicale vivaldiano dei nostri tempi: sue sono le prime rappresentazioni, incisioni ed edizioni mondiali di numerose opere vivaldiane inedite. Nel 2005, presso il Concertgebouw di Rotterdam, ha diretto la prima mondiale dell’opera Motezuma di Vivaldi, riscoperta dopo 270 anni. Nel 2006 ha diretto la prima ripresa mondiale dell’opera L’Atenaide di Vivaldi al Teatro della Pergola di Firenze. Nel 2012 ha inciso in prima mondiale le ultime otto scoperte vivaldiane (New Discoveries II, Naïve) e diretto in prima mondiale il nuovo Orlando Furioso di Vivaldi da lui riscoperto e ricostruito (Festival di Beaune, disco Naïve). Nel 2007 è stato direttore principale dell’Händel Festspiele di Halle, dove ha diretto l’opera Ariodante. Nel 2009 ha diretto e inciso la prima mondiale del Mondo alla Rovescia di Salieri, nel 2010 il Giasone di Francesco Cavalli alla Vlaamse Opera e l’Alcina di Händel al Teatro Municipal di Santiago del Cile, nel 2011 il ritorno d’Ulisse in patria. Incide per Naïve e Deutsche Grammophon. Ha al suo attivo più di quaranta incisioni discografiche, come direttore e solista. Le sue incisioni sono in parte realizzate in co-produzione con la Westdeutscher Rundfunk Köln (WDR). Nel Febbraio del 1997 ha ricevuto a New York, per il suo disco Vivaldi, Concerti per molti Stromenti, la nomination ai Grammy Awards; nel 2000 una seconda nomination è giunta a premiare la sua ricostruzione dei Concerti Grossi di Corelli. È membro del comitato scientifico dell’Istituto Italiano Antonio Vivaldi presso la Fondazione G. Cini di Venezia, per il quale ha pubblicato il volume La musica per flauto di Antonio Vivaldi (Olschki, 2002) che è stato tradotto in inglese da Michael Talbot (Ashgate, 2007). Sempre per conto dell’Istituto ha creato e dirige la collana di musiche in facsimile «Vivaldiana», edita da SPES. Nel 2012 è apparso il suo Catalogo delle concordanze musicali vivaldiane (Fondaz. G. Cini/Olschki). Nel 2007 Peter Ryom lo ha incaricato di continuare la sua monumentale opera di catalogazione della musica di Antonio Vivaldi e da quel momento Federico Maria Sardelli è il responsabile del Vivaldi Werkverzeichnis (RV). Nel 2009 la Regione Toscana lo ha insignito, «per l’eclettismo artistico e lo spessore culturale evidenti», della sua più alta onorificenza, il Gonfalone d’Argento. Federico Maria Sardelli è anche pittore, incisore e autore satirico.