Sabato 31 agosto, ore 19.30Orchestra Filarmonica della Scala
Direttore Lorenzo Viotti

Belvedere di Villa Rufolo

Sabato 31 agosto
Orchestra Italia
Belvedere di Villa Rufolo, ore 19.30
Orchestra Filarmonica della Scala
Direttore Lorenzo Viotti
Musiche di Rossini, Puccini, Dvorak
Posto unico € 50

Programma

Gioachino Rossini
Il barbiere di Siviglia sinfonia
Andante maestoso-Allegro vivace

Giacomo Puccini
Preludio sinfonico
Andante mosso

Antonín Dvořák
Sinfonia n.9 in mi minore “Dal nuovo mondo”, op.95
Adagio-allegro molto – Largo – Scherzo: molto vivace – Allegro con fuoco

 

Il campo strumentale dove i compositori d’opera potevano farsi notare era la sinfonia prima dell’opera e, in forma più breve, il preludio. Spesso erano gli ultimi brani scritti di fretta. Gioachino Rossini (1792-1868) quando dovette pensare a cosa anteporre al Barbiere di Siviglia (1816), prese a prestito la sinfonia di Elisabetta, regina d’Inghilterra (a sua volta rielaborazione di Aureliano in Palmira). Con mutazioni nell’orchestrazione cambiò carattere al brano: da tragico a comico. Giacomo Puccini (1858-1924) scrisse il suo Preludio sinfonico (1882) quando era ancora studente del celebre violinista Antonio Bazzini al Conservatorio di Milano. Come Rossini riutilizzò alcune idee tematiche del Preludio nelle successiva opera-ballo Le Villi e nella prima versione della sfortunata opera Edgar. Antonin Dvořák (1841-1904) si appassionò a tal punto all’idea di utilizzare melodie dei nativi americani che decise di scrivere la sua Nona sinfonia (1893), mettendo insieme alcuni temi ‘indiani’ (ispirati dalle vicende narrate dal poeta William H. Longfellow nel poema Hiawatha)e afroamericani. Decise anche, fatto storicamente rivoluzionario, che la musica nera fosse ‘americana’. «Il problema è che questa musica non suona affatto americana. Suona ceca ed è anche molto bella», ha spiegato Leonard Bernstein. Fu però un passo decisivo per la musica in America: si passava dall’asilo (la mera imitazione dei modelli europei) alla scuola, in attesa che il jazz, idioma musicale popolare appartenente a tutti gli americani, realizzasse la musica del “Nuovo Mondo”.

Lorenzo Viotti 
Classe 1990, svizzero di origini italiane, talento emergente della bacchetta, Lorenzo Viotti debutta sul podio della Filarmonica della Scala. L’appuntamento con Viotti, designato miglior direttore emergente agli International Opera Awards del 2017 e conteso dalle maggiori orchestre europee, è per domenica 28, martedì 30 e mercoledì 31 ottobre con un programma che vede nella prima parte il ‘Siegfried-Idyll’, composto da Wagner come dono a Cosima in occasione della nascita del figlio, e il poema sinfonico ‘L’isola dei morti’ di Rachmaninov, e nella seconda il ‘Prélude à l’après-midi d’un faune’ di Debussy con ‘Le poème de l’extase’ di Skrjabin. Nato a Losanna 28 anni fa, figlio del direttore d’orchestra Marcello Viotti, Lorenzo mostra un interesse per la musica e un talento precoci. A sei anni è folgorato da un ascolto di ‘Pelléas et Mélisande’ di Debussy e la famiglia lo indirizza verso gli studi musicali: prima pianoforte, canto e percussioni a Lione, quindi direzione d’orchestra a Vienna, dove suona come percussionista con diverse orchestre tra cui i Wiener Philharmoniker, e infine direzione alla Hochschule Franz Liszt di Weimar.