Domenica 18 agosto, ore 20.00Orchestra Giovanile Italiana
Direttore Jérémie Rhorer

Belvedere di Villa Rufolo

Domenica 18 agosto
Orchestra Italia
Belvedere di Villa Rufolo, ore 20.00
Orchestra Giovanile Italiana
Direttore Jérémie Rhorer
Musiche di Mahler, Casella
Posto unico € 50

Programma

Gustav Mahler
Sinfonia n.10 in fa diesis minore

Alfredo Casella
Sinfonia n.2 in do minore, op.12

Accostare la Seconda sinfonia di Alfredo Casella (1883-1947) al torso della Decima di Mahler è legittimo non solo per la loro prossimità temporale. Il compositore torinese fu il primo italiano a capire la statura di Mahler, che conobbe a Parigi nel 1909 («quando vide che sapevo a memoria tanta musica sua, ne rimase sinceramente commosso. Ho conservato di lui una delle più nobili impressioni che mi abbia mai prodotto un musicista»). Casella, il «nunzio apostolico della musica contemporanea italiana» (F. d’Amico), il «franco cacciatore dell’idea futura» (B. Barilli), fu spesso frainteso come compositore da ammiratori e censori per le sue ‘virate’ stilistiche. Mutazioni nate dalla grande curiosità e informazione per quanto lo circondava che i detrattori insinuavano frutto di snobismo esterofilo anziché di solida necessità etica. La Seconda sinfonia di Casella fu eseguita a Parigi nel 1910, dopo l’esecuzione della Seconda di Mahler (organizzata da Casella), ed è opera emblematica per capire le influenze filtrate dal giovane Casella (Mahler, Strauss e i russi). Casella, incantato dalla novità della forma e dal timbro dell’orchestra di Mahler, scriverà che «la varietà incessante e l’invenzione prodigiosa guidano una mano di ferro che riunisce e amalgama in un tutto armonioso elementi melodici, ritmici e armonici i più apparentemente inconciliabili.» La sinfonia in do minore di Casella condivide con Seconda del venerato maestro boemo-viennese non solo il numero due e la tonalità d’impianto, ma flagranti tratti stilistici: la comparsa nel Finale di una tetra e lugubre marcia funebre e l’oscillazione fra gravità funebre e violenti ostinati ritmici, fra grandi slanci lirici, aneliti mistici (come nell’epilogo sul metafisico sostegno dell’organo) e sarcastiche crudezze. Caratteristiche che rimarranno distintive anche delle successive maschere che l’arte di Casella assumerà nel corso del suo intenso cammino artistico.

Jérémie Rhorer
Jérémie Rhorer si è imposto all’attenzione internazionale come uno dei più intensi e intellettualmente sofisticati direttori d’orchestra della sua generazione. È fondatore e Direttore Musicale dell’ensemble “Le Cercle de l’Harmonie”, un’orchestra composta di musicisti che fanno uso di strumenti originali, con i quali da diversi anni ormai esplora il repertorio del XVIII e del XIX secolo con un approccio originale e innovativo: le sue interpretazioni di Cherubini, Beethoven e Mendelssohn sono state accolte con grande entusiasmo dalla critica e dal pubblico di tutto il mondo. Jérémie Rhorer ha scavato un profondo solco nell’interpretazione delle opere di Mozart, alla ricerca del genio drammatico del compositore. Idomeneo, Così fan tutte, Don Giovanni, La clemenza di Tito, e Die Entführung aus dem Serail sono tra i lavori che ha diretto più sovente con le migliori orchestre del mondo, in particolare nell’ambito del ciclo mozartiano ospitato a Parigi dal Théâtre des Champs-Élysées.
Lo stesso approccio è stata la chiave del suo successo come interprete della musica del XX secolo: alla guide della Philharmonia Orchestra, la produzione dei Dialoghi delle carnelitane di Poulenc per la regia di Olivier Py al Théâtre des Champs-Élysées gli è valsa nel 2014 il Grand Prix du Syndicat de la Critique. La versione DVD dell’opera è stata premiata in numerose occasioni, tra le quali un BBC Music Magazine Award nel 2016.
Jérémie Rhorer dirige regolarmente le migliori orchestra europee, tra le quali la Frankfurt Radio Symphony Orchestra, i Bamberger Symphoniker e la Gewandhausorchester in Germania, la Rotterdam Philharmonic in Olanda, l’Orchestre National de France e l’Orchestre de Paris nel suo paese natale. Dopo l’improvvisa morte di Nikolaus Harnoncourt, il Concentus Musicus lo ha invitato a dirigere un programma beethoveniano nell’ambito del festival annuale ospitato dal Musikverein di Graz. Jérémie Rhorer ha anche sviluppato una relazione particolare con la Deutsche Kammerphilharmonie di Brema, con la quale realizzerà un originale ciclo dedicato alla musica di Ciaikovskij.
Ospite regolare dei maggiori festival internazionali come Glyndebourne, Edinburgh e i BBC Proms, nell’estate del 2017 ha diretto una nuova produzione di Don Giovanni al festival di Aix-en-Provence, mentre nel Maggio 2018 farà il suo debutto al Festival di Pentecoste di Salisburgo. Ha inoltre diretto alla Staatsoper di Vienna, alla Bayerische Staatsoper di Monaco, al Grand Théâtre de La Monnaie di Bruxelles e al Teatro Real di Madrid.
Elemento chiave della sua educazione musicale è stata l’esperienza giovanile con il Coro della Maîtrise de Radio France, dove ha scoperto la vocazione per la direzione d’orchestra; è seguito un corso di studi impeccabile presso il Conservatoire National Supérieur de Musique di Parigi. Allievo di composizione di Thierry Escaich, Jérémie Rhorer ha una importante attività di compositore che gli è valsa il Premio Pierre Cardin.
Nel corso della stagione 2017/18 inaugura l’Opéra National du Rhin di Strasburgo, dirige una nuova produzione de Il barbiere di Siviglia al Théâtre des Champs-Élysées per la regia di Laurent Pelly, oltre a debuttare con la City of Birmingham Symphony Orchestra, con l’Orchestre de la Suisse Romande, con la Czech Philharmonic e con l’Orchestre Symphonique de Montréal. Il debutto al Teatro Comunale di Bologna con la ripresa dei Dialoghi delle carmelitane di Poulenc e un concerto sinfonico al Teatro Manzoni segna il suo primo importante impegno in Italia.