Domenica 14 luglio, ore 20.00Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Direttore e pianista Jean Efflam Bavouzet

Belvedere di Villa Rufolo

Domenica 14 luglio
Orchestra Italia
Belvedere di Villa Rufolo, ore 20.00
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Direttore e pianista Jean Efflam Bavouzet
Musiche di Cimarosa, Mozart
Posto unico € 50

Programma

Domenico Cimarosa
Il Matrimonio Segreto, sinfonia

Wolfgang Amadeus Mozart
Le nozze di Figaro, Ouverture
Concerto per pianoforte e orchestra in mi bemolle maggiore K. 449
Concerto per pianoforte e orchestra in re minore K. 466

Accostare la sinfonia de Il matrimonio segreto (1792) di Domenico Cimarosa (1749-1801) all’ouverture delle Nozze di Figaro (1786) di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-91) ci ricorda come al tempo della loro creazione l’opera del compositore di Aversa fosse accolta a Vienna da un successo che Mozart per le sue Nozze avrebbe invano desiderato. Le Nozze furono riconosciute come un capolavoro solo durante le repliche, quando scomparvero gli zittii di “certi ragazzacci prezzolati” che dalla galleria avevano disturbato la “prima”. L’imperatore Leopoldo d’Asburgo-Lorena che aveva disdegnato La Clemenza di Tito, scritta da Mozart in occasione della sua incoronazione, volle invitare, dopo la prima rappresentazione al Burgtheater di Vienna tutta la compagnia del Matrimonio segreto, chiedendo un clamoroso “bis” di tutta l’opera nei propri appartamenti privati. I Concerti per pianoforte e orchestra di Mozart, invece, non avevano rivali nella buona società viennese, che manifestò tutto il suo entusiasmo nel corso delle “Accademie” in cui l’autore si esibiva, come oggi Jean Efflam Bavouzet, nella duplice veste di solista e direttore. Un successo pieno arrise sia al concerto in mi bemolle maggiore(1784), primo dei grandi concerti da salotto “viennesi”, scritto per l’allieva Barbara Ployer che lo pagò “profumatamente” che a quello in re minore (1785), primo concerto solistico nella accezione moderna del termine, dove l’eloquenza drammatica del pianoforte dialoga con il ricco sinfonismo dell’orchestra. Modernità che non sfuggì al ‘successore’ e ammiratori di Mozart, Ludwig van Beethoven, che lo eseguì in una serata organizzata all’Hofburgtheater di Vienna dalla vedova Mozart, tra un atto e l’altro della Clemenza di Tito.

Jean Efflam Bavouzet

Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”
Fondata da Riccardo Muti nel 2004, l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini ha assunto il nome di uno dei massimi compositori italiani di tutti i tempi attivo in ambito europeo per sottolineare, insieme ad una forte identità nazionale, la propria inclinazione ad una visione europea della musica e della cultura. L’Orchestra, che si pone come strumento privilegiato di congiunzione tra il mondo accademico e l’attività professionale, divide la propria sede tra le città di Piacenza e Ravenna. La Cherubini è formata da giovani strumentisti, tutti sotto i trent’anni e provenienti da ogni regione italiana, selezionati attraverso centinaia di audizioni da una commissione costituita dalle prime parti di prestigiose orchestre europee e presieduta dallo stesso Muti. Secondo uno spirito che imprime all’orchestra la dinamicità di un continuo rinnovamento, i musicisti restano in orchestra per un solo triennio, terminato il quale molti di loro hanno l’opportunità di trovare una propria collocazione nelle migliori orchestre.
In questi anni l’Orchestra, sotto la direzione di Riccardo Muti, si è cimentata con un repertorio che spazia dal Barocco al Novecento alternando ai concerti in moltissime città italiane importanti tournée in Europa e nel mondo nel corso delle quali è stata protagonista, tra gli altri, nei teatri di Vienna, Parigi, Mosca, Salisburgo, Colonia, San Pietroburgo, Madrid, Barcellona, Lugano, Muscat, Manama, Abu Dhabi, Buenos Aires e Tokyo.
Il debutto a Salisburgo, al Festival di Pentecoste, con Il ritorno di Don Calandrino di Cimarosa, ha segnato nel 2007 la prima tappa di un progetto quinquennale che la rassegna austriaca, in coproduzione con Ravenna Festival, ha realizzato con Riccardo Muti per la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio musicale del Settecento napoletano e di cui la Cherubini è stata protagonista in qualità di orchestra residente.
A Salisburgo, poi, l’Orchestra è tornata nel 2015, debuttando – unica formazione italiana invitata – al più prestigioso Festival estivo, con Ernani: a dirigerla sempre Riccardo Muti, che l’aveva guidata anche nel memorabile concerto tenuto alla Sala d’Oro del Musikverein di Vienna, nel 2008, pochi mesi prima che alla Cherubini venisse assegnato l’autorevole Premio Abbiati quale miglior iniziativa musicale per “i notevoli risultati che ne hanno fatto un organico di eccellenza riconosciuto in Italia e all’estero”.
All’intensa attività con il suo fondatore, la Cherubini ha affiancato moltissime collaborazioni con artisti quali Claudio Abbado, John Axelrod, Rudolf Barshai, Michele Campanella, James Conlon, Dennis Russel Davies, Gérard Depardieu, Kevin Farrell, Patrick Fournillier, Herbie Hancock, Leonidas Kavakos, Lang Lang, Ute Lemper, Alexander Lonquich, Wayne Marshall, Kurt Masur, Anne-Sophie Mutter, Kent Nagano, Krzysztof Penderecki, Donato Renzetti, Vadim Repin, Giovanni Sollima, Yuri Temirkanov, Alexander Toradze e Pinchas Zukerman.
Impegnativi e di indiscutibile rilievo i progetti delle “trilogie”, che al Ravenna Festival l’hanno vista protagonista, sotto la direzione di Nicola Paszkowski, delle celebrazioni per il bicentenario verdiano in occasione del quale l’Orchestra è stata chiamata ad eseguire ben sei opere al Teatro Alighieri. Nel 2012, nel giro di tre sole giornate, Rigoletto, Trovatore e Traviata; nel 2013, sempre l’una dopo l’altra a stretto confronto, le opere “shakespeariane” di Verdi: Macbeth, Otello e Falstaff. Per la Trilogia d’autunno 2017, la Cherubini, diretta da Vladimir Ovodok, ha interpretato Cavalleria rusticana, Pagliacci e Tosca. Negli ultimi anni il repertorio operistico viene affrontato regolarmente dall’Orchestra nelle coproduzioni che vedono il Teatro Alighieri di Ravenna al fianco di altri importanti teatri italiani di tradizione. Dal 2015 al 2017 la Cherubini, ha partecipato inoltre al Festival di Spoleto, sotto la direzione di James Conlon, eseguendo l’intera trilogia “Mozart-Da Ponte”. Il legame con Riccardo Muti l’ha portata a prender parte all’Italian Opera Academy per giovani direttori e maestri collaboratori, che il Maestro ha fondato e intrapreso nel 2015: se in quel primo anno la Cherubini ha avuto l’occasione di misurarsi con Falstaff, gli anni successivi l’attenzione si è concentrata su Traviata, Aida e Macbeth.
Al Ravenna Festival, dove ogni anno si rinnova l’intensa esperienza della residenza estiva, la Cherubini è regolarmente protagonista di nuove produzioni e di concerti, nonché, dal 2010, del progetto “Le vie dell’amicizia” che l’ha vista esibirsi, tra le altre mete, a Nairobi, Redipuglia, Tokyo, Teheran e nel 2018 a Kiev, sempre diretta da Riccardo Muti.