Lunedì 30 luglio, ore 21.30Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura
Coro A Filetta
Esclusiva Italiana

Belvedere di Villa Rufolo

Lunedì 30 luglio
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30
Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura
Coro A Filetta
Esclusiva Italiana

Curiosità, cambiamento e coerenza sono tre aspetti che hanno sempre illuminato il cammino di Paolo Fresu, che ci ha abituati ad una sperimentazione periodica per quanto ibrida fra la propria cultura jazzistica ed i suoni dell’imprescindibile tradizione mediterranea. Eppure questo progetto di struggente emotività si ritaglia uno spazio del tutto particolare nella sua pur vasta ed obliqua estetica, condivisa questa volta con il fine lirismo di Daniele di Bonaventura.  Si è trattato di un incontro karmico realizzato ad Ajaccio e trasformatosi all’istante in un colpo di fulmine artistico, con i due musicisti italiani conquistati dalle atmosfere mistiche create dal sestetto corale guidato dal leader Jean-Claude Acquaviva. Per quanto geograficamente vicina alla Sardegna, la Corsica ha una tradizione vocale tutta sua, con un espressività assai diversa rispetto a quella terragna e circolare dei tenores sardi. La polifonia còrsa è difatti sospesa fra la contrapposizione del registro vocale e quello strumentale, in cui le emozioni hanno un battito differente e un andamento progressivo, come eloquentemente ribadito da Mistico Mediterraneo, l’album prodotto nel 2011 per l’Ecm, che avrà un seguito ufficiale il prossimo autunno, con un nuovo disco incentrato sulla memoria ed il rispetto, realizzato con impressionante sintonia paritetica, che sarà pubblicato dalla “Tuk Music”, l’idea sottile di suono ed immagine elaborata dallo stesso Fresu trasformatasi da qualche anno in un laboratorio discografico. “Ho dato al progetto il titolo che mi sembrava appropriato – ribadisce Fresu – sottolineandone l’essenza mediterranea e mistica. Abbiamo scelto dei brani tradizionali corsi, altri scritti da Acquaviva e Daniele, ma ci sono anche pezzi di Bruno Coulais, eccellente compositore francese. Non c’è niente di mio, perché questa musica mi piace così tanto che mi diverto ad interpretarla seguendone il flusso. Gli arrangiamenti sono di tutti: ognuno ha contribuito alla costruzione del progetto, provando ad allontanarsi dal suo percorso per andare incontro qualcosa nel quale perdersi volentieri”. Risulta difficile immaginare un contesto più ideale di quello del belvedere di Villa Rufolo per contestualizzare simile, tracimante, bellezza.