Sabato 7 settembre, ore 23.00Quartetto d’archi del Teatro di San Carlo di Napoli
Pianista Giuseppe Albanese

Sala dei Cavalieri di Villa Rufolo

Sabato 7 settembre
Nel Giardino di Wagner
Sala dei Cavalieri di Villa Rufolo, ore 23.00
Quartetto d’archi del Teatro di San Carlo di Napoli
Pianista Giuseppe Albanese
Musiche di Puccini, Verdi, Wolf-Ferrari
Posto unico € 25


Villa Rufolo, ore 22:00
Degustazione vini a cura del Sannio Consorzio Tutela Vini

Cecilia Laca, Luigi Bonomo violino
Antonio Bossone viola
Luca Signorini violoncello

Giuseppe Albanese pianoforte

 

Programma

Giacomo Puccini
Crisantemi per quartetto d’archi
Andante mesto

Giuseppe Verdi
Quartetto in mi minoreper archi
Allegro – Andantino – Prestissimo – Scherzo Fuga: allegro assai mosso

Ermanno Wolf-Ferrari
Quintetto per pianoforte e archi in re bemolle maggiore op.6
I.Tranquillo ed espressivo. II.Canzone. Adagio III.Capriccio. Gagliardo e vivace assai. IV.Finale. Sostenuto molto.

 

Come è noto la composizione dell’unico Quartetto per archi di Giuseppe Verdi (1913-1901) è legata a Napoli. Mentre attendeva alla ripresa di Aida al San Carlo (la prima venne rimandata per indisposizione del soprano Teresa Stolz), Verdi ‘oziò’ scrivendo il Quartetto in mi minore (1873) all’albergo della Crocella. Considerando il genere quartettistico una “pianta fuori clima” in Italia, Verdi fu guardingo nel concedere ulteriori esecuzioni, ma si lasciò poi convincere dal franco successo che arrideva alla sua composizione in terra straniera, eseguita pur senza il suo consenso. Al suo editore Giulio Ricordi si raccomandò che la fuga finale fosse suonata con la massima leggerezza, staccando bene i temi. Una fuga che può essere considerata come una sinopia di quelle grandiose contenute nella Messa da Requiem e nel Falstaff. Giacomo Puccini (1858-1924) scrisse la sua elegia Crisantemi (1890), in morte del duca Amedeo di Savoia, “in una sola notte”, nel complesso periodo in cui Manon Lescaut prendeva forma. I due pregnanti temi principali di Crisantemi saranno riutilizzati da Puccini nel tragico ultimo atto di Manon. Alla lezione del Falstaff di Verdi si ispirò il teatro musicale di maggior successo di Ermanno Wolf-Ferrari (1876-1948), trionfante a partire da Monaco di Baviera e dai teatri della Germania.  Il compositore veneziano di padre tedesco, si era segnalato con una Cenerentola l’anno prima di pubblicare il Quintetto per pianoforte e archi op. 6 (1901), immerso in un melodioso clima neo-romantico. Una lirica cantabilità permea questa composizione, che nei paesi ‘del Nord’ ebbe sempre un certo fascino, come testimonia l’interesse per il Quintetto (e la musica da camera) di Wolf-Ferrari da parte di un musicista come Wolfgang Sawallisch che lo eseguì con il Leopolder-Quartett.