Giovedì 5 settembre, ore 23.00Quintetto di Fiati del Teatro di San Carlo di Napoli
Pianista Giuseppe Albanese

Sala dei Cavalieri di Villa Rufolo

Giovedì 5 settembre
Nel Giardino di Wagner
Sala dei Cavalieri di Villa Rufolo, ore 23.00
Quintetto di Fiati del Teatro di San Carlo di Napoli
Pianista Giuseppe Albanese
Musiche di Ibert, Hindemith, Ligeti, Mozart
Posto unico € 25


Villa Rufolo, ore 22:00
Degustazione vini a cura del Sannio Consorzio Tutela Vini

Luca Sartori clarinetto
Hernan Garreffaoboe
Bernard Labiausseflauto
Maddalena Gubertfagotto
Francesco Mattiolicorno

Giuseppe Albanese pianoforte

 

Programma

Jacques Ibert
Trois pièces brèves per quintetto di fiati
Assez lent – Allegro scherzando – Vivo

Paul Hindemith
Kleine Kammermusik per quintetto di fiati, Op.24/2
Allegro: moderatamente vivo – Valzer – Tranquillo e semplice – Molto vivo

György Ligeti
Sei Bagatelleper quintetto di fiati
1.Allegro con spirito. 2.Rubato. Lamentoso 3.Allegro grazioso. 4.Presto ruvido. 5.(Béla Bartok in memoriam) Aldagio. Mesto. 6.Molto vivace. Capriccioso

Wolfgang Amadeus Mozart
Quintetto per pianoforte e fiati in mi bemolle maggiore K. 452
Largo-Allegro moderato – Larghetto – Rondò: allegretto

 

I Fiati del San Carlo prima di chiudere la serata in compagnia del pianista Giuseppe Albanese con un capolavoro, il Quintetto per pianoforte e fiati in mi bemolle maggiore, che lo stesso Autore, Wolfgang Amadeus Mozart, teneva come la “la cosa migliore che io abbia mai scritto” alla data di composizione (1784), hanno scelto raffinati lavori moderni, fra i più idiomatici per la loro formazione. Si parte con il parigino Jaques Ibert (1890-1962), il quale sempre nutrito una netta passione per gli strumenti a fiato, a cui ha dedicato alcune composizioni cameristiche che sembrano uscite da un giardino segreto. I Tre pezzi breviper quintetto di fiati (1930), ondeggiano fra sonorità agresti e giochi politonali semplici. Al contrario, il suo contemporaneo tedesco, Paul Hindemith (1895-1963), ha scritto abbondantemente per tutte le formazioni cameristiche compreso il quintetto di fiati. Nella Piccola musica da cameraper fiati (1921) il tono dei quattro brani è leggermente acidulo, e soprattutto nell’ultimo movimento, è molto vicino allo spirito francese del Gruppo dei Sei. Le Sei bagatelledi György Ligeti (1923-2006) «derivano da una serie di pezzi pianistici (Musica ricercata), scritti fra il 1951 e il 1953, periodo del mio isolamento artistico», come ha scritto Ligeti. «Il mio scopo era allontanarmi da Bartók e Stravinskij e definire uno stile personale, ma l’impronta di Stravinskij è evidente come nel quinto pezzo i gesti musicali di Bartók. Il terzo mi pare il più originale: una combinazione melodiosa di flauto e oboe, col flauto al registro grave e l’oboe un’ottava sopra.»