Sabato 26 agosto, ore 21.30Rita Marcotulli International quartet

Belvedere di Villa Rufolo

Sabato 26 agosto
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30
Rita Marcotulli International quartet
Rita Marcotulli, piano
Andy Sheppard, sassofono
Michel Bénita, contrabbasso
Israel Varela, batteria
Prima Italiana
Posto unico € 25

Se c’è una musicista italiana dal respiro europeo, quella è Rita Marcotulli. Perché la sua formazione artistica l’ha portata a lavorare non solo con musicisti statunitensi, da Pat Metheny  a Peter Erskine,  Joe Henderson, Billy Cobham, Dewey Redman, ma anche con Michel Portal, Kenny Wheeler, Charlie Mariano,  Norma Winstone. E soprattutto con i musicisti della scuola nordica, su tutti il bassista Palle Danielsson e il batterista Jon Christensen, che per  molti anni costituiscono i partner stabili del suo trio. D’altronde la Svezia è stata la terra dove la Marcotulli ha vissuto dal 1988 al 1992, una scelta felice perché ha portato una dimensione diversa al suo lirismo mediterraneo, che si è arricchito di una robusta vena ritmica insieme a un lucida concezione melodica .Questa complessità del suo mondo non solo l’ha portata al centro dell’attenzione del jazz in Europa, ma le ha offerto la flessibilità per lavorare anche nel campo della musica pop, con Pino Daniele, ad esempio, fino ad approdare nel 2010 al cinema con Basilicata Coast to Coast, la cui colonna musicale vince una lunga serie di premi.Grazie a questo lavoro la Marcotulli ha ricevuto il Ciak d’oro nel 2010, il Nastro d’argento alla migliore colonna sonora nello stesso anno, il David di Donatello per il miglior musicista nel 2011 (prima donna in assoluto a ricevere questo riconoscimento) e il Premio Top Jazz 2011 come miglior artista del jazz italiano secondo la rivista Musica Jazz.

Questo suo attuale quartetto, con Andy Sheppard al sax e Michel Benita- prestigiosi partner europei di lungo corso- e con il talentuoso batterista / cantante  messicano  Israel Varela  è presentato al Ravello Festival in prima italiana: il repertorio è costituito da composizioni della Marcotulli e da una composizione di ciascun altro membro  del gruppo. Un altro aspetto, quello compositivo, condiviso con i suoi compagni di viaggio, che ci fa ulteriormente apprezzare la straordinaria apertura di questa musicista che si muove oltre le categorie.
Stefano Zenni