Martedì 8 agosto, ore 21.30Roberta Gambarini & Salerno Jazz Collective

Belvedere di Villa Rufolo

Martedì 8 agosto
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30
Roberta Gambarini & Salerno Jazz Collective 
Dario, Sandro e Alfonso Deidda, Julian Oliver Mazzariello,  Giovanni Amato, Amedeo Ariano, Daniele Scannapieco, Gerry Popolo, Pierpaolo Bisogno
Produzione Ravello Festival
Posto unico € 25

Fino agli anni Settanta, il jazz italiano ha conservato una dignitosa dimensione provinciale. Una condizione che non toccava necessariamente l’abito artistico, nel quale si esprimevano artisti potenti ed originali, da Mario Schiano a Franco D’Andrea. Ma il jazz italiano è rimasto a lungo confinato al di qua delle Alpi, incapace di proiettarsi oltre la prospettiva nazionale, complice a volte anche una critica aprioristicamente scettica sul reale valore dei nostri artisti. In particolare negli Stati Uniti, con l’eccezione di Enrico Rava e Giorgio Gaslini, il nostro jazz rimaneva sconosciuto.
Le cose sono cambiate negli anni Ottanta, quando alcuni jazzisti italiani si sono trasferiti negli USA e quando il protezionismo americano si è allentato. E sono state proprio le donne ad aprire una nuova frontiera: prima la pianista Patrizia Scascitelli e più tardi la cantante Roberta Gambarini. La quale già spiccava come una voce promettente in quel rinascimento del jazz italiano che sono stati gli anni Ottanta, tra festival, locali, etichette e una selva di nuovi talenti, quasi tutti destinati a carriere significative.
L’avventura americana inizia quasi per caso: l’ottimo piazzamento ad un concorso prestigioso, i riconoscimenti critici, e poi le due candidature ai Grammy portano la Gambarini ad essere apprezzata dalla critica statunitense come parte integrante della grande tradizione vocale del jazz. Una tradizione fondata sull’interpretazione degli standard – le canzoni “sempreverdi” del repertorio di Broadway e Hollywood -, in cui gioca una tecnica peculiare, che sta tra il controllo “classico” della voce e tutta una serie di strategie innovative elaborate soprattutto dai cantanti di tradizione afroamericana.
Forte di questo bagaglio, la Gambarini è diventata un riferimento della vocalità statunitense, collaborando con Hank Jones, Herbie Hancock, Roy Hargrove, Ron Carter, Dave Brubeck. Quella di Ravello con il Salerno Jazz Collective è un’esperienza nuova, creata appositamente con una formidabile formazione di eccezionali musicisti, capeggiati da Sandro Deidda, con la quale la Gambarini, oltre a percorrere il consolidato repertorio di standard, affronterà anche pagine non strettamente jazz, tra cui gli amati Piazzolla e Morricone.