Domenica 16 luglio, ore 21.30Wayne Shorter Quartet

Belvedere di Villa Rufolo

Domenica 16 luglio
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30
Wayne Shorter Quartet 
feauturing Danilo Perez, John Patitucci and Brian Blade
Posto unico € 35

La vicenda artistica di Wayne Shorter ha qualcosa di unico, affascinante e perfino eroico. Il suo universo artistico sembra formarsi in modo già molto netto nei primi anni Sessanta quando, direttore musicale dei Jazz Messengers di Art Blakey, fonde con sapienza l’ispirazione di Coltrane con un senso melodico e armonico asciutto, icastico, del tutto nuovo. Sarà questa originalità ad attrarre Miles Davis, che farà di Shorter l’architetto del suo gruppo nella seconda metà degli anni Sessanta, a cui donerà capolavori come Nefertiti o Pinocchio. Shorter si impone come innovatore formale e armonico: in un’epoca in cui, in ambito colto europeo, si stigmatizza qualsiasi riferimento alla tonalità, Shorter scopre nuovi valori narrativi dell’armonia tradizionale, strade e racconti inediti, che culminano nella produzione più rigorosa e strutturata, quella per i Weather Report, nei quali fa da contraltare all’esuberanza coloristica di Joe Zawinul. Perché Shorter è una sintesi d opposti: incastra armonie originali e inevitabili, e al tempo stesso emana un senso inedito di apertura, di briosità, che sprigiona anche dal suo solismo a frasi brevi, smozzicate, ma di forte incisività motivica, ora più liriche al soprano, ora più enigmatiche al tenore.
Negli anni Ottanta e Novanta Shorter ha attraversato la sua fase esistenziale e artistica più oscura, messo alla prova dai colpi del destino (i ripetuti, tragici lutti familiari) e da un’ispirazione ancora fervida ma sfocata e divagante. Poi, miracolosamente, negli ultimi venti anni il sassofonista è riemerso in una nuova età dell’oro, con il suo quartetto stabile. E anche se oggi l’età si fa sentire, Shorter si conferma musicista senza confini: la sua musica ora mescola liberamente echi del passato, intraprende direttrici inaspettate, si fa eccentrica e centrifuga. Insomma, quell’architetto ispirato e rigoroso, immaginifico e solido, ora si avventura in universi in cui il suo intero mondo viene rimescolato, a mala pena riconoscibile, ma innervato di un senso esaltante di libertà.