Il Ravello Festival parte dal presupposto che siamo in piena società postindustriale, centrata sulla produzione di beni immateriali come i servizi, le informazioni, i simboli, i valori l’estetica.
Una società in cui il lavoro rappresenta appena un settimo della vita media e in cui prevalgono le attività intellettuali, flessibili e creative.
Una società in cui emergono valori come la creatività, l’etica, l’estetica, l’emotività, la soggettività, la femminilizzazione, la destrutturazione del tempo e dello spazio, la qualità della vita.
Una società in cui i bisogni crescenti, radicali e qualitativi dell’introspezione, dell’amicizia, dell’amore, del gioco, della bellezza, della convivialità, si intrecciano con i bisogni decrescenti, indotti e quantitativi del potere, del possesso, del denaro.
Una società in cui nuove forme di lusso, come la disponibilità di tempo e di spazio, il silenzio, la sicurezza, il senso profondo delle cose, l’autonomia, la bellezza, la serenità, sono apprezzate non meno della ricchezza e della sua ostentazione.
Una società in cui si afferma un modello nuovo di vita centrato sull’ozio creativo inteso come opportunità post-moderna di ibridare gioco, svago, studio, apprendimento, lavoro, produzione di saperi, di ricchezze, di benessere.
In questo contesto, il Festival intende contribuire alla crescita culturale ed economica di ravello e della regione; al benessere fisico e intellettuale dei turisti; alla sperimentazione di un modello di sviluppo postindustriale compatibile con il territorio ed esportabile in località affini.
Valori privilegiati dal Ravello Festival sono la creatività, la raffinatezza, l’internazionalità, la solarità, la serenità, la perfezione organizzativa.