Genius loci

Musica
Nel 1880 Richard Wagner ha trovato a Villa Rufolo sia gli spunti per la scenografia del secondo atto del Parsifal, sia le idee per migliorare l'intera trama musicale del suo ultimo capolavoro. I concerti sinfonici che da cinquant'anni si tengono nella stessa villa, ne celebrano degnamente il ricordo.
Anche Giuseppe Verdi è stato ospite di Villa Rufolo; Edvard Grieg ha soggiornato all'albergo Toro; grandissimi esecutori e direttori d'orchestra - da Bruno Walter a Arturo Toscanini, da Leopold Stokowski a Wilhelm Kempff, da Leonard Bernstein a Krzysztof Penderecki, da George Prêtre a Lorin Maazel - qui hanno soggiornato e fatto musica.
Questa vocazione musicale costituisce ancora oggi il cuore dell'intensa vita culturale ravellese: la Scuola di perfezionamento musicale diretta da Michele Campanella, la Ravello Concert Society diretta da Pasquale Palumbo, i Concerti di mezzanotte Orchestra "Città di Ravello" animata da Elio Macinante, hanno accompagnato ogni estate con momenti di intensa emozione.

Arti figurative
Anche nel campo della pittura, grandi personaggi hanno soggiornato e si sono ispirati a Ravello: basti ricordare, per l'Ottocento, la presenza di Ruskin e, per il Novecento, la presenza di Mirò e di Vedova.
Escher qui soggiornò più volte, all'albergo Toro, maturò il suo stile labirintico e incontrò Jetta, la ragazza che sarebbe poi diventata sua moglie. Oggi Ravello vanta un'intensa attività di mostre fotografiche, all’insegna di Robert Capa, che qui lavorò come fotografo di scena per il film di John Huston Il tesoro dell’Africa.

Letteratura
La letteratura costituisce il settore che da più tempo e con maggiore intensità ha intrattenuto fecondi rapporti con la cittadina. Nel Decamerone, Giovanni Boccaccio s’ispira ai giardini di Ravello nella descrizione dei luoghi incantati che fanno da sfondo alle novelle, e ne dedica una delicatissima (la quarta tra quelle raccontate nella seconda giornata) alle venture di Landolfo RufoloCredesi che la marina da Reggio a Gaeta sia quasi la più dilettevole parte d'Italia; nella quale assai presso a Salerno è una costa sopra 'l mare riguardante, la quale gli abitanti chiamano la costa d'Amalfi, piena di picciole città, di giardini e di fontane...Tra le quali cittadette n'è una chiamata Ravello...".
La dovizia di particolari cui Boccaccio fa riferimento dimostra che, con molta probabilità, egli stesso visitò questi luoghi e ne rimase incantato.
Più vicino a noi, nei primi anni del Novecento, André Gide ambienta a Ravello alcune pagine centrali de L'immoralista; Edward M. Forster trascorre nel paese una sua vacanza e ambienta a Fontana Carosa e in Villa Episcopio il lungo, bellissimo racconto Storia di un panico. Sempre qui, molti membri del gruppo di Bloomsbury - tra cui Lytton Strachey - soggiornano a più riprese nell'albergo Caruso, mentre Lord Grimthorpe crea Villa Cimbrone (ispirandosi alla Villa Rufolo restaurata da Francis Neville Reid) e ne fa un cenacolo di intellettuali da tutto il mondo. David H.Lawrence è più volte a Ravello, all'albergo Rufolo, proprio nel periodo in cui compone il suo capolavoro L'amante di Lady Chatterley. Paul Valery lascia un suo bel pensiero nel libro degli ospiti dell'albergo Palumbo. Dopo la seconda guerra mondiale arrivano a Ravello Graham Greene; poi Tennessee Williams e Gore Vidal, quindi, che scrive per John Huston i dialoghi del film Il tesoro dell'Africa; e ancora William Styron (che ambienta nella frazione di Sambuco il suo lungo romanzo Set this House on Fire), Giuseppe Prezzolini (che alloggia a Villa Maria e dedica a Ravello alcune caustiche pagine dei suoi Diari), Guido Piovene (che descrive Ravello in Viaggio in Italia), Domenico Rea (che all'albergo Rufolo porta a termine Ninfa plebea). A Ravello hanno pure soggiornato Thomas Mann e Theodor Adorno, mentre a Villa RondinaiaGore Vidal ha scritto molti suoi capolavori. A Ravello, infine, Rafael Alberti ha dedicato una poesia molto intensa.

Cinema
Nel Novecento, molto stretti sono stati i legami tra Ravello e il cinema: già nel 1938 Greta Garbo ebbe a Villa Cimbrone una movimentata vicenda d'amore con il direttore d'orchestra Leopold Stakowski.
Humphrey Bogart, King Vidor, John Huston, Jennifer Jones, Paul Newman, Tim Robbins, Susan Sarandon e tanti altri divi hanno soggiornato e lavorato a Ravello. I panorami ravellesi hanno fatto da sfondo a innumerevoli film, tra cui Ninfa Plebea di Lina Wertmuller.

Scienze
Anche le scienze sono presenti ad altissimo livello nel pantheon culturale di Ravello: l’economista John M. Keynes ha soggiornato all'albergo Caruso, il biochimico premio Nobel Francis Crick a Villa Cimbrone, il pedagogista Jean Piaget a Villa Maria. A Ravello ha sede permanente il Centro Europeo per i Beni Culturali, che organizza ogni anno importanti meeting. Inoltre, si tiene da molti anni un seminario sulla creatività animato dalla S3.Studium, cui hanno preso parte grandi personalità da Huberto Maturana a Ivo Pitanguy, da Chris Meyer a Derrick De Kerkchove.

Storia
A Ravello hanno soggiornato con entusiasmo capi di stato come Luigi Einaudi (alla Villa del Pendolo) e François Mitterrand (al Palumbo). Ma - soprattutto - nel febbraio 1943, Vittorio Emanuele III fissò la propria residenza a Villa Episcopio: qui il re affidò la luogotenenza al figlio Umberto, e si tennero numerose sedute del governo Badoglio (cui intervennero Benedetto Croce, Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi).

Come si può vedere da questi pochi cenni, è straordinaria la forza d'attrazione che Ravello, un paese di 2500 abitanti, ha saputo esercitare ininterrottamente per secoli su una folla di personalità geniali, che qui hanno tratto ispirazione per opere tra loro diversissime, ma spesso fondamentali. Tutto ciò appare conseguenza naturale di un ambiente, quello ravellese, caratterizzato da una vita culturale intensa e dal massimo rispetto per il lavoro intellettuale.