Il Progetto

Ravello Festival 2016

Roma, 26 Maggio 2016

 

La Fondazione Ravello apre la stagione 2016 con una nuova governance e una nuova direzione artistica. Il rilancio della Fondazione è la conferma di come il nostro straordinario sistema culturale sia tornata al centro degli interessi nazionali e il settore stia ricevendo un impulso positivo anche dal nostro governo. L'intento di rinnovare non significa però cambiare lo stile né tantomeno perdere il prestigio accumulato nel passato. In sostanza, il desiderio è quello di mantenere il meglio di quanto fatto in precedenza pur aggiungendo qualcosa di nuovo che risponde a esigenze non rinviabili sia del nostro tempo sia del territorio specifico in cui l’attività della Fondazione ha luogo. Tutto ciò si vedrà compiutamente col passare dei giorni. Tuttavia, siamo anche convinti che sin da ora i germi del rinnovamento auspicato siano visibili e apprezzabili.
La prima decisione che abbiamo preso è stata quella di dare una centralità forte alla Fondazione. Da ora in poi, seguendo questa linea programmatica, tutte le attività della Fondazione saranno unificate e concentrate. Non ci sarà più, insomma, un Festival indipendente, una gestione di ville e luoghi di rappresentanza in autonomia gli uni dagli altri. Ma tutto sarà gestito dalla Fondazione e dai suoi organi, a cominciare dal Consiglio di Indirizzo cui spettano le linee guida culturali, per andare al Cda che ho l’onore di presiedere e al Segretario Generale che coordina gli interventi proposti dal Cda in armonia con il Consiglio di Indirizzo e nell’ambito di un più funzionale organigramma.
All’interno di questo quadro generale è chiaro però che il Festival sarà il climax della stagione, presentando l’insieme degli eventi musicali e artistici più rappresentativi di Ravello 2016. Abbiamo in questo caso deciso di concentrare in alcune settimane i nostri picchi artistici, con lo scopo di raggiungere vette che altrimenti in un trend più lungo sarebbe stato impossibile ottenere. I direttori artistici, Alessio Vlad (musica) e Laura Valente (danza e nuovi linguaggi) hanno stilato in totale autonomia i programmi del Festival, che potete qui leggere, avendo da loro stessi i chiarimenti che riteniate opportuni. Il resto della stagione culturale – quella che eccede il Festival – sarà invece curata dalla Fondazione, e avrà in prevalenza una funzione di accompagnamento della stagione e di approfondimento tematico. Stiamo anche lavorando su un’idea di Forum culturale, che ecceda le tematiche consuete del Ravello Festival e – con la collaborazione di importanti istituzioni italiane e straniere – getti semi in campi nuovi che vanno dall’informatica alla letteratura, passando per le scienze sociali. Dotare il territorio di un think-tank originale ci sembra da questo punto di vista un’idea importante, idea che corrisponde anche a un modo originale di pensare il dominio dell’arte e della cultura: non più istituzioni puramente elitistiche, bensì creatività aperta al territorio, come del resto è naturale per una Fondazione che vede tra i soci fondatori la Regione Campania, la Provincia di Salerno e il Comune di Ravello.
Tutto ciò, come del resto non è difficile comprendere, è stato frutto di un lavoro di squadra che ha visto tutti gli organi della Fondazione, tutto il personale e tutti i collaboratori uniti.
La convinzione ultima, che ha reso possibile questa concentrazione di sforzi, è basata sull’idea che produrre e diffondere musica, arte e cultura abbia un significato etico che trascende lo show business e può dare valore alle nostre esperienze.
Con l’auspicio che almeno in parte siamo riusciti in questo compito arduo, auguriamo a tutti “Buon Ravello 2016!”.

Sebastiano Maffettone
Presidente Fondazione Ravello

 

 

Il Ravello Festival 2016 vuole affermare la vocazione di Ravello ad essere Città della Musica. Partendo da questo presupposto la programmazione è stata concepita secondo alcune linee che vogliono essere ben chiare anche intrecciandosi tra loro. Oltre alla necessità di fare di Ravello anche un centro di produzione, innanzitutto si è voluta, secondo una oramai antica tradizione, la presenza di Orchestre e direttori importanti nel luogo che più di ogni altro caratterizza Ravello nel mondo ed ovvero il Belvedere di Villa Rufolo. Ed allora l’Orchestra Giovanile Italiana (sarebbe opportuno ospitare ogni anno un’orchestra giovanile) con due direttori come Juraj Valcuha e Jeffrey Tate, l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo con Yuri Temirkanov, l’Orchestra Sinfonica della RAI con James Conlon, l’Orchestra da Camera di Monaco con direttore e pianista Alexander Lonquich, l’Orchestre National du Capitole de Toulose con Tugan Sokhiev.
Volendo ricordare l’anniversario di William Shakespeare due nuove produzioni del Festival: Il “Sogno di una Notte di Mezz’Estate” con le musiche di scena di Mendelssohn eseguite  dall’Orchestra della RAI e James Conlon con un grande attore come Tim Robbins e la rappresentazione nei giardini di Villa Rufolo della “Fairy Queen” di Henry Purcell affidata ad Antonio Florio e a Denis Krief. Questo è un progetto che si caratterizzerà nel rapporto con lo spazio dove avrà luogo la rappresentazione, così che i giardini di Villa Rufolo saranno non solo palcoscenico ma anche luogo sonoro, contenitore acustico dove lo spettatore, potendo muoversi da un sito all’altro, diventi anch’esso protagonista.
Poi una rassegna, che potrebbe diventare caratteristica del Festival, che presenta l’integrale della produzione specifica di un compositore; quest’anno dedicata ai Concerti e alle Sonate per pianoforte di Beethoven affidati ad Alexander Lonquich ed all’Orchestra da Camera di Monaco per quanto riguarda i Concerti e a dodici pianisti italiani per quanto riguarda le Sonate.
Per finire la commemorazione di Paisiello a duecento anni dalla morte, il concerto dei cantanti partecipanti allo “Young Artists Project del Festival di Salisburgo 2016” e il Concerto all’Alba quest’anno affidato all’Orchestra Filarmonica Salernitana Giuseppe Verdi diretta da Robert Trevino e impreziosita dal pianista Roberto Cominati che si confronteranno con il sorgere del sole.

Alessio Vlad
Direttore artistico
Musica

 

 

Nell’anno in cui si annuncia al mondo la prossima fine dell'embargo nell’isola della rivoluzione castrista, e in cui il Presidente Obama riceve alla Casa Bianca la prima ballerina nera nominata stella dell’American Ballet Theatre, al Ravello Festival Usa e Cuba si ritrovano sullo stesso palcoscenico, inseguendo quel “senso di comunità” che ha fatto di Ravello un luogo unico al mondo, con la sua vocazione ad essere porto sicuro di incontri tra popoli, mari ed artisti, generi e stili.
Sul fronte degli States, il talento eversivo e graffiante di Karole Armitage farà ballare ad un cast di fuoriclasse l’American dream, in un programma dedicato alla contaminazione dei diversi stili che definiscono tecnica e filosofia della danza americana più importante del XX e del XXI secolo. Un excursus che parte dell’esperienza dei nativi americani a quella dei più grandi maestri della coreografia contemporanea mondiale - da Martha Graham (la «grande madre della danza moderna») a Alvin Ailey (che per primo creò una compagnia di afroamericani nel 1958) -  attraverso le contaminazioni tra tip-tap e freestyle. La serata sarà impreziosita da una creazione originale su musica di Gershwin, «telaio e tela» su cui celebrare una storia leggendaria. Così come quella de la Isla Grande, con i suoi danzatori sparsi per il mondo, che si ritroveranno per la prima volta in una serata di pura Cubanía, che porta in scena chi balla con la compagnia nazionale della mitica Alicia Alonso, sia le star in carica sia quelle in fiore, chi si apre al repertorio europeo per iniziativa del Divo Carlos Acosta a capo di un neonato gruppo di danza contemporanea, e chi tra Europa, USA e Miami brilla sui palcoscenici internazionali, vantando tutti una stessa formazione alla magnifica Escuela Nacional de Ballet dell’Avana. Un incontro particolare sarà quello tra Michela Lucenti e Shakespeare, a 400 anni dalla morte del Bardo. In Killing Desdemona il cast, soprattutto al maschile, ruota intorno a questa potente figura di donna e si annuncia pieno di inaspettate fascinazioni. Allo stesso modo della nuova creazione Before Break, sempre ispirata alla «Tempesta» del Bardo, dove Ariel e Calibano si affrontano da veri boxeur, in un combattimento tra le nature opposte che ci guidano. Il direttore della Biennale Danza di Venezia Virgilio Sieni, instancabile ricercatore delle molteplici sfumature poetiche di gesto e movimento, firma un suo nuovo lavoro, La mer, su musica di Debussy, ma un’ora prima dello spettacolo non rinuncia al suo marchio distintivo più attuale, improvvisando insieme con il pubblico nel suo toccante Di fronte agli occhi degli altri, dedicato alle vittime della strage di Ustica. Un maestro del “segno” come Michelangelo Pistoletto ci regala un documentario inedito in cui raccoglie le varie “riscritture” del suo Terzo Paradiso in giro per il mondo, insieme con una nuova versione dedicata a Ravello, in cui utilizzerà migliaia di giornali riciclati. Il corrosivo Dimitris Papaioannou arriva per la prima volta in Campania con Primal Matter, personalissima risposta alla nuova realtà politica, sociale ed etica del suo paese, la Grecia, alla ricerca di una nuova identità. La sua installazione Inside abiterà i giardini di Villa Rufolo, mentre un laboratorio creativo ad hoc gli permetterà di rievocare una sua breve e appassionata dedica a Pina Bausch, grazie ad una residenza con danzatori selezionati nei centri di eccellenza del territorio campano. Gli stessi che potranno lavorare in residenze creative con l’israeliano Emanuel Gat nel suo nuovo Estro, e in Cuba en danza con le giovani coreografe Laura Domingo Agüero e Sandra Ramy, al loro primo appuntamento europeo. Gli stessi che ritroveremo in Abballamm’!, progetto speciale nato per inter-connettere la nostra danza popolare con aree creative inedite, ibridazioni artistiche, sperimentazioni sorprendenti tra i linguaggi.
Sono loro le nostre radici, i nostri orizzonti.   

Laura Valente
Direttore artistico
Danza/Tendenze e Nuovi Linguaggi /Progetti Speciali/Formazione


INFO

L'orario indicato coincide con quello di chiusura dei cancelli. Oltre tale limite, in nessun caso sarà consentito l'ingresso al pubblico né sarà riconosciuto il rimborso del biglietto.


La Direzione si riserva il diritto di modificare il programma del Ravello Festival senza preavviso e per qualsiasi ragione. Eventuali variazioni saranno tempestivamente comunicate a mezzo stampa e su questo sito.

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