Maria Pia De Vito

Maria Pia De Vito

Direttore artistico Jazz

Il Jazz che unisce

Il Ravello Festival 2017 vede per la prima volta una sezione autonoma dedicata al jazz. Essa è intesa in continuità con lo spirito che permea la presente edizione della rassegna: Ravello torna alle origini di Città della Musica, luogo di incontro delle arti e di produzioni originali.

Ebbene, a cento anni dalla prima registrazione di un brano di questo genere su lacca a 78 giri, la musica jazz oggi è più che mai un modello di multiculturalità, inclusività, dialogo permanente con altri linguaggi artistici e musicali: permeata dalle istanze sociali della contemporaneità, il jazz è stato, nel secolo passato e anche in quello attuale, uno straordinario ponte tra musiche colte ed extra colte:

«To me the word jazz means: “I dare you”». È così che intende il jazz il gigante Wayne Shorter,  che torna ad essere ospite del Ravello Festival con il suo quartetto completato da Danilo Perez, John Patitucci e Brian Blade: un gruppo che dal 2000 continua a stupire con la sua pratica di “zero gravity”, fatta di meditazione e dialogo, improvvisazione, rischio e lirismo.

Spina dorsale del jazz moderno e contemporaneo, con le sue partecipazioni ai Jazz Messengers, ai gruppi con Miles Davis, ai Wheather Report, Wayne Shorter è anche un punto di riferimento filosofico e spirituale  per la comunità della musica afro-americana. Recentemente Shorter è stato autore, insieme ad Herbie Hancock, di una straordinaria lettera ai giovani musicisti di tutto il mondo, diffusasi viralmente attraverso i social media, che spronava alla resistenza, al coraggio artistico, alla pratica del rispetto di ogni voce. Usando le ispirate parole dello stesso Shorter: “All that exists is a product of someone’s imagination; treasure and nurture yours and you’ll always find yourself on the precipice of discovery.”

“Il Jazz, nella sua pratica di dialogo fra pari, rappresenta la ‘democrazia perfetta’”: questo sostiene icasticamente Enrico Rava, il grande trombettista che torna a Ravello insieme ad un altro grande padre del jazz europeo, il polacco Thomasz Stanko, anch’egli trombettista straordinariamente, vicino a lui per poetica, apertura al nuovo, disponibilità allo spazio ed al silenzio e in incessante dialogo con musicisti delle nuove generazioni.

Continuando idealmente un percorso iniziato nell’edizione Ravello Festival 2016 il cui centro motore era la rassegna Jazz Voices of Europe, quest’anno sul palco di Ravello saranno ospitate due grandi cantanti e musiciste che rappresentano una declinazione del jazz vocale di matrice afroa-mericana: la straordinaria Dianne Reeves, vincitrice di 5 Grammy, che continua il suo percorso artistico caratterizzato da grande freschezza espressiva e molteplicità di fonti, accompagnata dal suo brillante quartetto, formato da grandi solisti.

Altra grande voce, ospite del palcoscenico di Ravello, sarà la nostra Roberta Gambarini: una brillante carriera, la sua, consacrata negli Stati Uniti tra grandi maestri del calibro di James Moody, Dave Brubeck, Hank Jones, grazie alla maestria e alla duttilità del suo canto. Roberta Gambarini sarà protagonista di una produzione speciale del Ravello Festival, in dialogo con le eccellenze musicali del Salerno Jazz Collective.

A concludere il Festival in un concerto espressamente pensato per Ravello, un’altra eccellenza della nostra Regione: il trombettista beneventano Luca Aquino, con il progetto “Tra Petra e Al Amal” con il Jordanian National Orchestra’s Ensemble: fusione multietnica e multi linguistica di due progetti, il progetto di Aquino ha preso le mosse dalla campagna #Unite4 Heritage dell’Unesco,  a difesa del patrimonio culturale mondiale.

Maria Pia De Vito
Direttore artistico
Jazz