Ravello, oggi destinazione turistica e culturale raffinata e internazionale, fu fondata nel V secolo come rifugio dalle scorrerie dei barbari che segnarono la fine dell'Impero Romano d'Occidente. La cittadina, sede vescovile, raggiunse il suo massimo splendore dopo il IX secolo, sotto la Repubblica marinara di Amalfi e il Principato di Salerno. In questo periodo i signori di Amalfi vi costruirono splendide ville dove godere la frescura della collina.
A seguito delle devastazioni arrecate dalle guerre (Ravello fu infatti saccheggiata e distrutta dai Pisani), a partire dal XIV secolo molti dei suoi abitanti si trasferirono a Napoli e dintorni, determinandone la decadenza, durata sino alla fine del XIX secolo.
Nella Villa Episcopio alloggiò il Re Vittorio Emanuele III durante la primavera del 1944, quando il governo d'Italia era insediato a Salerno, e qui affidò la luogotenenza al figlio Umberto. L'UNESCO dal 1996 ha dichiarato Ravello, assieme alla Costiera amalfitana, patrimonio dell'umanità.