Scrivici | Seguici su Facebook | Segui RavelloFestivaI su Twitter | Vimeo | You Tube | | English version         
Home    
 
 
 
 
 
     
 
 
Sorta nel VI secolo, intorno all'anno Mille venne popolata da un gruppo di nobili della Repubblica marinara di Amalfi, ribellatisi all'autorità del doge. Ravello fu scelta perché sorge su una posizione ben difendibile, sull'alto di un contrafforte che separa il vallone del torrente Dragone da quello del Reginna, alle pendici meridionali dei monti Lattari, a strapiombo sul mare. La città divenne rapidamente prospera, in particolare grazie ad una fiorente filatoria della lana anticamente detta "Celendra" (concessa dal re Carlo II d'Angiò al vescovo Giovanni Allegri il 23 aprile del 1292), alla provvida agricoltura ed agli intensi scambi commerciali intrattenuti sulle rotte del Mediterraneo, soprattutto con le genti arabe e bizantine. Già elevata a sede vescovile nel 1086, nel corso del secolo successivo si confermò autentica potenza: basti dire che contava già 30.000 abitanti. Nel 1137 Bernardo da Chiaravalle definiva la città "antichissima, munitissima ed inespugnabile, oltre che opulentissima, tanto bella che si può facilmente annoverare tra le prime e nobili città". La storia di Ravello si svolse in stretta connessione con quella di Amalfi. Il declino economico e politico ebbe inizio in epoca normanna e divenne drammatico nel corso del Seicento. Perduta la floridezza economica, Ravello ebbe solo tutto il resto, vale a dire tutto ciò che al giorno d'oggi v'è di più apprezzabile: un sito naturalisticamente incomparabile e le meraviglie architettoniche ed artistiche realizzate nei secoli dello splendore.


Villa Rufolo - Fu costruita tra il 1270 ed il 1280 ad opera di una delle famiglie più ricche di Ravello, i Rufolo appunto, che era, all'epoca, all'apice della sua fortuna commerciale. Ad essa fa cenno anche Boccaccio che ricorda, nella seconda giornata del Decamerone, le peripezie di Landolfo Rufolo, conosciuto durante il soggiorno napoletano del poeta. La Villa passò, nel corso dei secoli, di mano in mano, fino a quando fu acquistata, nell'anno 1851, da Sir Francis Nevile Reid, botanico ed esperto d'arte scozzese, che la restituì al suo antico splendore, arricchendo di aiuole di piante rare i suoi giardini che guardano al mare. Fu proprio in questa cornice da favola che Richard Wagner, che visitò Ravello nel maggio del 1880, trovò l'ispirazione della scenografia del secondo atto del Parsifal, come ricorda la lapide posta in alto alla fine della rampa di accesso ai giardini. In suo onore, da più di cinquant'anni, si tengono durante l'estate concerti di musica sinfonica e da camera, che si svolgono in una cornice assai suggestiva. Oltre alla torre d'ingresso, vi si possono ammirare il chiostrino moresco, che si trova alla fine del lungo viale di accesso, formato da due ordini di colonne in stile arabo normanno, la torre maggiore, che sovrasta l'intero complesso, la sala d'aspetto, situata nella parte più interna dei giardini, il belvedere, la sala da pranzo, i bagni. Recenti lavori hanno riportato in superficie, nella parte orientale della Villa, un interessantissimo complesso monumentale risalente all'epoca medievale della struttura. È attualmente di proprietà dell'Ente Provinciale per il Turismo di Salerno, che la acquistò nel 1975. Dal 2006 Villa Rufolo è affidata in gestione alla Fondazione Ravello.


Villa Cimbrone - Fu costruita agli inizi del secolo scorso, nel mezzo di un podere appartenuto in passato alla famiglia dei Fusco, da Lord Grimthorpe, nobile inglese che, come tanti suoi connazionali, era rimasto colpito dalla bellezza del luogo. È famosa per la sua incantevole terrazza dell'infinito, situata alla fine di un lungo viale di accesso, dalla quale si gode, secondo lo scrittore americano Gore Vidal, il panorama più bello del mondo. Si possono ammirare, al suo interno, la cripta, il tea room, il chiostro, che riportano evidenti i segni dell'influenza dei motivi architettonici di Villa Rufolo e del chiostro del convento di San Francesco, cui Lord Grimthorpe si ispirò. Nella parte bassa dei giardini, in un contesto assai suggestivo, si possono ammirare il tempio di Bacco e la grotta di Eva. Come ricorda la lapide posta all'ingresso, nel 1938 Greta Garbo consumò nelle sue stanze, insieme con il compagno Leopold Stokowsky, insigne direttore d'orchestra, momenti di intensa felicità al riparo dalla curiosità dei cronisti dell'epoca.


Auditorium Oscar Niemeyer - Disegnato dall’architetto brasiliano dieci anni fa, l’Auditorium Oscar Niemeyer, inaugurato a gennaio 2010, sorge su una superficie scoscesa, direttamente affacciato sullo splendido panorama di Ravello. L’edificio copre un’area di 1500 mq ed include un auditorium con capacità di 400 posti, un palco semicircolare ed una sala predisposta a studio di registrazione.
All’auditorium si accede da una piazza oblunga che consente di godere, al tempo stesso, lo strepitoso panorama e il sorprendente edificio. Nella sala, il parterre per il pubblico sfrutta il declivio naturale del terreno; il posto per l’orchestra e il foyer sporge arditamente nel vuoto come il palco di villa Rufolo, ma senza sostegni.

“Iniziando i disegni del progetto, ho subito sentito che questa non era un’opera facile da progettare. Il terreno irregolare, stretto, con una inclinazione trasversale molto accentuata... Non pensavo affatto a un’opera costosa che potesse implicare dei movimenti di terra non necessari e perciò ho assunto come punto di partenza la decisione di localizzare il parterre esattamente secondo l’inclinazione data. E il progetto ha cominciato a sorgere…â€.
Oscar Niemeyer
 
 
RAVELLO FESTIVAL, TUTTI I NUMERI DEL SUCCESSO

Dieci eventi che hanno registrato il tutto esaurito, un incasso di 346.000 euro, pari al 28% del budget totale ed al 76% del budget artistico (sono le percentuali più alte dal 2003, e si attestano decisamente sopra la media del panorama nazionale), 10.500 paganti su un totale di poco più di dodicimila biglietti emessi (con una drastica riduzione di ingressi di favore): sono alcuni dei numeri del Ravello Festival 2011 conclusosi sabato 27 agosto con la prima assoluta dello spettacolo “Viaggi di Ulisse†di Nicola Piovani, evento che ha suggellato il successo della rassegna ravellese.

Dai dati riassuntivi confrontati non solo con l’edizione 2010, (link in calce per consultarli) ma anche con quelle precedenti (il budget totale diminuisce dai € 2.500.000 del 2007 ai € 1.540.000 del 2010, fino alla cifra 2011 di € 1.230.000. Parallelamente gli introiti da biglietteria passano da € 300.000 nel 2007 a € 289.000 nel 2010, e nel 2011 raggiungono la cifra di € 346.000), emerge il significativo incremento di presenze (complessive e paganti) fatto registrare, a fronte di un budget più contenuto rispetto a quello degli anni scorsi, ed il rapporto molto virtuoso - quasi un record per il panorama italiano - tra le entrate di botteghino e l’investimento messo in atto.

Si chiude, dunque, un’edizione di successo, caratterizzata per altro - rispetto ai Festival passati – da una maggiore densità di eventi, oltre che dalla sinergia con istituzioni importanti (Museo del Teatro di San Carlo, Publitalia - Mediaset, MIUR, Officina Italia…), da un riscontro di stampa sempre più gratificante, dall’assenza di qualsiasi calo di tensione che ha consentito di consegnare al pubblico un prodotto articolato e confezionato con cura in ogni dettaglio.

A tutti, spettatori e ospiti, va il nostro ringraziamento per aver spinto il Festival, con la massiccia partecipazione agli eventi in cartellone, verso un successo tonificante che riafferma il ruolo della manifestazione come punto di riferimento imprescindibile nel panorama nazionale.


CLICCA QUI PER TUTTI I DATI DEL RAVELLO FESTIVAL 2011
 
 
 
     
 
 
 
 
Fondazione Ravello
 
2011 - ravellofestival.com - Fondazione Ravello _ Viale Richard Wagner, 5 _ 84010 Ravello (Sa) Italia
box office/info +39 089 858422 _ segreteria +39 089 858360 _ fax +39 089 8586278 _ e-mail:
P.Iva C.F. 03918610654 _ note legali